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Cronaca

Guerra tra transessuali per il posto in cui prostituirsi, un arresto

A finire in manette lo sfruttatore che pretendeva di essere pagato perchè la zona apparteneva a lui. Tra risse e minacce è stato arrestato

Guerra per la postazione in cui prostituirsi tra giovani transessuali di origine romena e lo sfruttatore. E a finire dietro le sbarre colui che pretendeva di essere pagato perché la zona era “sua”. Un romeno di 25 anni è stato arrestato lunedì sera dagli agenti della squadra mobile della Questura di Treviso con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, estorsione e lesioni aggravate.

Il tutto è cominciato con la denuncia da parte di un transessuale, N.V., anch’egli romeno di 28 anni, che era stato aggredito dal 25enne insieme al suo fidanzato, un marocchino coetaneo. Il racconto dei due ha permesso alla polizia di ricostruire tutte le vicende legate al passato e che hanno portato all’arresto dello sfruttatore.

La vittima, il transessuale che ha denunciato, era arrivata a Treviso i primi di giugno dopo aver scontato una pena per furto. È stato accolto in casa dello sfruttatore, dove viveva insieme al fidanzato, D.D., anch’egli transessuale. Entrambi hanno cominciato a prostituirsi insieme lungo la statale Pontebbana finchè N.V. è stato invitato ad andarsene. Il motivo? Non voleva più pagare il pizzo per potersi prostituire in quella zona. Ne è nata una lite dopo qualche giorno, terminata con un’aggressione da parte dello sfruttatore che, coltello alla mano, l’ha colpito al braccio.

Il malcapitato si è trasferito in un’altra abitazione, raggiunto dal fidanzato marocchino. Il gruppo si è riunito dopo qualche giorno in vista dell’arrivo di un altro amico transessuale da Torino. Ed è proprio in quel momento che lo sfruttatore ha perso il controllo. “Quella zona è mia, dovete pagare per prostituirvi lì”, diceva. Ne è nata una rissa tra lui e il marocchino che, scesi in cortile, si sono presi a botte. Lo sfruttatore ha afferrato un palo e si è scagliato contro il marocchino ferendolo al petto e alle cosce. Al malcapitato non è rimasto che andare all’ospedale e, in un secondo momento, alla polizia per denunciare insieme al fidanzato transessuale. Ciononostante lo sfruttatore ha continuato a minacciarli telefonicamente in seguito alla denuncia, ma gli agenti lo hanno arrestato. 

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