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Profughi (archivio)

Profughi (archivio)

Vittorio Veneto, profughi in protesta bloccano la statale Alemagna

All'origine della manifestazione di martedì mattina che ha mandato in tilt il traffico ci sarebbe la richiesta di documenti per lasciare il paese

VITTORIO VENETO I documenti necessari per poter lasciare il paese. È questa la richiesta che sta dietro alla protesta inscenata martedì mattina da un gruppo di profughi ospiti al Ceis di Vittorio Veneto che hanno letteralmente bloccato il traffico sulla statale Alemagna. La protesta sarebbe stata scatenata anche a causa delle presunte cattive condizioni in cui verserebbero gli alloggi a detta dei profughi. I manifestanti, una cinquantina, si sono serviti di alcuni cassonetti delle immondizie per bloccare la statale costringendo gli automobilisti di passaggio a deviare.

Il gruppo di migranti avrebbe manifestato nel tentativo di far sentire la propria voce al fine di ottenere la documentazione al più presto possibile per uscire dall’italia. Sono stati diversi i disagi al traffico che si sono venuti a creare a causa della protesta, tanto che sul posto sono dovuti intervenire i carabinieri, allertati da automobilisti e camionisti in viaggio per andare al lavoro. Dopo una trattativa, gli stranieri hanno abbandonato la strada e sono rientrati al centro di accoglienza.

ZAIA: "SITUAZIONE VERGOGNOSA" “La situazione è completamente fuori controllo: i profughi impediscono ai veneti di andare a lavorare, agli studenti di andare a scuola e alla gente di girare per le strade del proprio comune. È una situazione indecente e che segnala il totale disinteresse del Governo per il problema della gestione dei profughi”. Queste le parole della Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, che ha aggiunto: “Questi episodi – continua il Presidente - sono la certificazione del fallimenti di Mare Nostrum che ha consentito l’arrivo di ondate di profughi senza alcun controllo. Con il risultato che oggi nei nostri territori abbiamo, secondo dati della Prefettura, circa 6000 persone di cui non conosciamo l’identità e che non sappiamo dove sono”.

MURARO: "NESSUN RISPETTO PER CHI LI ACCOGLIE" “In Italia, per aver dei diritti, prima di tutto si hanno dei doveri – commenta Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso – Ecco allora: uno dei doveri sia il rispetto della cittadinanza e bloccare le strade non è certo dimostrazione di rispetto. La protesta degli immigrati a Vittorio Veneto non è sicuramente rispettosa della città e di chi li accoglie. Abbiamo dimostrato di essere solidali, sono stati accolti, e questo è il ringraziamento. Caro Alfano, quanta confusione hai creato nei nostri territori con questa politica di accoglienza indiscriminata che mette in difficoltà le popolazioni e costringe le amministrazioni locali e le forze dell'ordine a tenere sotto controllo gente che in Italia, l'abbiamo capito, non ci vuole neppure stare”.

FORZA NUOVA ORGANIZZA UN PRESIDIO Venuta a conoscenza della protesta, la sezione trevigiana di Forza Nuova ha organizzato alle ore 19 di mercoledì un presidio a Vittorio Veneto per manifestare il proprio dissenso. “Fermare l'immigrazione e battersi per un rimpatrio totale di tutti gli immigrati sul territorio non è più un diritto, ma un dovere – spiegano i rappresentanti del movimento -. Fatti di attualità come quelli verificatesi a Roma nel quartiere di Tor Sapienza, dove sono stati gli stessi residenti in preda alla disperazione a scendere in piazza per denunciare la situazione di degrado e per chiedere e ottenere lo sgombero degli immigrati ospitati presso il Centro di Accoglienza, danno ragione a quanto predicato negli anni da Forza Nuova: l'unica cosa da garantire agli immigrati non è lavoro e ospitalità, ma un rimpatrio celere, sicuro ed efficace”.

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