«Giuro che ucciderò»: nelle chat le minacce di Christian a Giorgia

Per i legali che assistono la famiglia di Giusy Lo Brutto, la 62enne morta nell'incidente causato dal giovane di Quinto, i messaggi provano la volontarietà del gesto

Christian Barzan

La famiglia di Giusy Lo Brutto non accetta le conclusioni a cui giunge la consulenza della Procura secondo cui Christian Barzan non causò lo schianto del 7 giugno intenzionalmente. Assistiti dall'avvocato Laura Mattucci i parenti della 62enne ex dipendente della provincia morta sul colpo a causa del frontale con la vettura guidata dal ragazzo, che è indagato per omicidio volontario, duplice tentato omicidio volontario, stalking e violenza sessuale, sostengono che «il contenuto di quanto emerge dai messaggi telefonici scambiati dai due ragazzi e il riscontro delle chiamate di quella sera confermano la versione di Giorgia Biglieri sulla volontarietà del gesto di Barzan». La ex fidanzata di Cristian sostiene infatti che lui l'avrebbe prima violentata e poi, mentre litigavano in auto, avrebbe scagliato la sua Alfa Romeo contro la Toyota guidata dalla Lo Brutto per uccidersi e uccidere Giorgia.

La consulenza disposta della famiglia della Lo Brutto, che al momento dello schianto si trovava in macchina con il marito, spiegherà invece che la vettura di Barzan abbia sterzato come risultato di una manovra compiuta consapevolmente dal giovane. Per la famiglia della vittima la versione di Giorgia è credibile e a confermarlo sarebbero i messaggi telefonici scambiati tra i due, che avevano avuto una relazione sentimentale.

«Sulla sua tomba (il nonno, morto qualche giorno prima e ai cui funerali Giorgia non era voluta presenziare nd.r.) giuro che ti ucciderò». Sempre la stessa notte: «Io ti ucciderò, te lo assicuro Giorgia, te lo assicuro». Così scriveva il 19 maggio Christian a Giorgia. Poi la minaccia di volersi suicidare. Il giorno dopo infatti le dice, sempre via whatsapp: «Se non vieni tra poco io parto per l'autostrada e mi ammazzo». Poi ancora: «Io mi ammazzo, ti sto dicendo che mi ammazzo. Tu mi stai ammazzando, se non mi ammazzo morirò lo stesso».

Ucciderla e uccidersi: questo, racconta la ragazza, sarebbe stato il "piano" di Barzan che prima dello schianto avrebbe violentato in macchina la ex. Ma per la difesa del ragazzo, affidata all'avvocato Fabio Crea, proprio la circostanza delle chiamate ricevute dalla madre mentre sarebbe stato in atto il presunto stupro è un punto debole nella ricostruzione della giovane. «Che alla mamma - spiega Crea - non dica nulla malgrado sarebbe in quegli istanti vittima di una violenza sessuale è quantomeno strano».

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