«Non c'è stato stupro e non voleva uccidere»: chiesta la scarcerazione di Christian Barzan

L'avvocato Fabio Crea, ha depositato la richiesta per chiedere la revoca della custodia cautelare in carcere del 21enne, indagato per l'omicidio volontario di Giuseppina Lo Brutto, il tentato omicidio della ex ragazza e lo stalking e violenza sessuale sempre ai danni della 21enne

Christian Barzan

Christian Barzan non voleva uccidere la ex fidanzata e il presunto stupro, avvenuto prima dello schianto dello scorso 7 giugno, sarebbe stato in realtà un rapporto sessuale consensuale. Né ci sarebbero gli estremi dello stalking, dato che i messaggi che le ha inviato al telefono, tra cui anche la minaccia di ammazzarla e di suicidarsi, sarebbero circoscritti in un brevissimo lasso temporale. Mancando la volontà di farle del male non ci sono quindi i presupposti per la misura restrittiva.

Sono queste in sostanza le motivazioni che stanno alla base dell'istanza che il difensore di Barzan, l'avvocato Fabio Crea, ha depositato oggi, mercoledì, per chiedere la revoca della custodia cautelare in carcere del 21enne, indagato dalla Procura per l'omicidio volontario di Giuseppina Lo Brutto, il tentato omicidio della ex ragazza e lo stalking e violenza sessuale sempre ai danni della 22enne.

Motivazioni che richiamano la memoria difensiva consegnata al gip lunedì al termine dell'interrogatorio di garanzia, in cui il giovane ha dato la propria versione dei fatti contestando le accuse mossegli dalla giovane. Per la difesa i rapporti tra i due ragazzi, dopo la conclusione della loro relazione, andrebbero esplorati con più attenzione. «Perché non è vero che era sempre Christian a cercarla -sostiene l'avvocato Crea- gli scambi di sms dicono che anche Giorgia lo aveva cercato in più occasioni, anche con insistenza, dicendo che non poteva resistergli». Ora si attende la decisione del gip.

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