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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca Quinto di Treviso

Tenta di bruciare il collega, avvocato della vittima contro la derubricazione del reato

Adriatik Krasniqui, kossovaro di 36 anni, aveva subito l'aggressione perpetrata l'8 marzo scorso a Quinto dal connazionale Florijan Gashi, 22enne, che l'avrebbe prima cosparso di benzina e poi avrebbe tentato di dargli fuoco. Il reato, inizialmente tentato omicidio, è stato cambiato in lesioni gravi dopo la perizia della Procura

«Non si capisce quale sia la distinzione fra un tentato omicidio e le lesioni gravi. Il mio assistito ha subito non una ma due aggressioni, siamo pronti a rappresentare le nostre ragioni davanti al gip». Promette battaglia l'avvocato Sebastiano Coletti, legale di Adriatik Krasniqui, kossovaro di 36 anni, vittima dell'aggressione perpetrata l'8 marzo scorso dal connazionale Florijan Gashi, 22enne, che l'avrebbe prima cosparso di benzina e poi avrebbe tentato di dargli fuoco al termine di una violenta lite avvenuta presso l'azienda agricola La Morosina di via Lazzaretto a Quinto.

Gashi, che per quei fatti era finito dietro alla sbarre accusato di tentato omicidio, è uscito di galera lo scorso 13 novembre. Il reato è stato infatti  derubricato in lesioni gravissime e il giovane, in cella dall’8 marzo scorso, è stato scarcerato su richiesta del suo difensore, l’avvocato Stefania Bertoldi. Su di lui rimane la sola misura cautelare del divieto di avvicinamento a Krasniqui.

La decisione era stata presa dal pubblico ministero Barbara Sabbattini dopo che sul suo tavolo è arrivata la consulenza del perito che ha stabilito come Gashi, tenendo conto della benzina gettata, delle sue conseguenze e del suo comportamento dopo il fatto, non voleva uccidere il connazionale.

La lite tra i due dipendenti dell’allevamento sembra sia stata provocata  da una rivalità tra il più giovane, che lavora nell’allevamento da quattro anni, e il più anziano, il 36enne, che vi lavora da ben dodici anni. Secondo la moglie, la sera prima della lite finita in tragedia, i titolari avrebbero discusso con i due dipendenti a causa di un problema con il latte. Ne sarebbe stato versato una grande quantità, tanto che sarebbero volati paroloni, tra cui «vi licenzio tutti e due».

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