Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Quinto di Treviso

Diffamò il sindaco di Quinto, alla sbarra la portavoce del gruppo "Django"

Gaia Righetto è accusata di aver postato sui social la frase «Sei un pezzo di m...» all'indirizzo dell'allora primo cittadino Mauro Dal Zilio

Un acceso e violento diverbio con l'autista di un pulmino carico di migranti, il mezzo che se ne va da davanti la sede della Domus Nostra in Via Ciardi a Quinto e diretto a Fontanelle. Poi le scritte, comparse sul muro del Municipio  e della sede della Lega che davano all'allora sindaco Mauro Dal Zilio del razzista e quella frase, postata su Facebook: «Sei un pezzo di m...».

L'autrice di quel post sui social è Gaia Righetto, portavoce del gruppo "Django", oggi comparsa di fronte al giudice Carlotta Brusegan per rispondere di diffamazione. A portarla sul banco degli accusati lo stesso Dal Zilio, oggi vice sindaco di Quinto, che ha chiesto tra l'altro un risarcimento astronomico. «Cinquantamila euro per insegnare a queste gente un po' di buona educazione» ha detto. La Righetto, alla proposta di transazione, ha risposto che l'allora sindaco di Quinto dovrebbe accontentarsi di una lettera di scuse. «No, voglio i soldi. Non è una questione economica ma di principio» ha risposto Dal Zilio.

Il 20 novembre del 2016 la portavoce di Ztl ripostò, commentandolo, un articolo di TrevisoToday dal titolo "Pulmino pieno di profughi a Quinto di Treviso, il sindaco Dal Zilio li caccia dal paese". «Minchia oh, guarda qui il coraggio del maschio padano...che si mette di traverso per bloccare una donna. E che sta aspettando un bimbo» scrisse la Righetto, aggiungendo: "Make Veneto grait...mi raccomando. Pezzo di m...". Il riferimento era al pulmino fermo davanti alla Domus Nostra, al cui interno ci sarebbe stata una giovane incinta.

Django, tre giorni dopo, rincarò la dose: «Gli epiteti con cui la gran persona di Mauro Dal Ziliosi potrebbe appellare sono infiniti, ce ne vengono in mente molti decisamente sgradevoli. Pagherai caro, pagherai tutto». Il tutto ripreso dall'imputata con la frase «ecco a te Dal Zilio, tutto il nostro odio».

Il processo, in cui Gaia Righetto è difesa dall'avvocato Giuseppe Romano, è stato aggiornato al 22 aprile del prossimo anno per sentire lei, Mauro Dal Zilio e, forse, far arrivare la sentenza.  

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