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Il tribunale di Treviso

Il tribunale di Treviso

I vicini di casa sono i parenti dell'ex moglie: lite finisce in tribunale a Treviso

Un uomo si è rivolto alla giustizia per denunciare di essere stato insultato e molestato, durante una cena con alcuni amici, dalla sorella e dal marito della donna che vivono nella proprietà confinante

Divorziare dalla moglie significa anche divorziare dalla famiglia di lei. Ma se i parenti della ex sono i tuoi vicini di casa e la rottura si è lasciata dietro uno strascico di risentimenti allora possono essere guai. E' successo ad un uomo di Quinto di Treviso che ha visto trasformare una normalissima cena con amici in una surreale commedia tragicomica di insulti e molestie da parte della sorella della ex e dal marito di lei. Che non solo gli abitano a fianco ma hanno anche accesso al giardino del divorziato. Un pandemonio che ha portato l'uomo a fare denuncia, accusando ex cognata e cognato di molestie.

Il processo si è chiuso oggi, giovedì, con una assoluzione con la formula dubitativa: il giudice non ha  ritenuto di dover ascoltare sette testi, tutti presenti alla cena (tra cui un agente di polizia) e a deporre è stata chiamata solo la parte offesa. Ma le prove che la gazzarra abbia in effetti raggiunto il limite del reato non ci sono.

Tutto avviene una calda sera del luglio del 2014, quando il padrone di casa ha organizzato una cena tra amici nella sua casa. Che è di proprietà della ex moglie ma che il giudice ha assegnato a lui. Una decisione che non è stata ben digerita dalla controparte e neppure dai parenti di lei, che abitano a fianco. E così mentre lui e gli ospiti mangiano, bevono e scherzano tranquillamente, la ex cognata e il marito sarebbero entrati nel giardino e avrebbero cominciato a rivolgersi in maniera ingiuriosa nei confronti del divorziato. «Non sapete chi è quello - avrebbe detto la donna - non sapete con chi avete a che fare, quella è la casa di mia sorella, lui non ha diritto di starci». E mettendosi dietro alla porta aperta sul giardino avrebbe iniziato anche a scattare foto e fare riprese video con un telefonino. Poi, a darle man forte, sarebbe arrivato il marito, che sempre secondo la denuncia avrebbe iniziato a passeggiare su e giù tenendo al guinzaglio un cane di grossa taglia e proseguendo con gli improperi.

Troppo per l'uomo, che ha preferito non reagire d'istinto e ha invece sporto denuncia per molestia. I due presunti "rompiscatole", difesi dall'avvocato Daniele Panico del Foro di Treviso, sono stati però assolti: non ci sono prove sufficienti a suffragare quanto riportato nella denuncia. Il processo va così in archivio ma non la querelle familiare per la casa, che continua e continuerà chissà ancora per quanto.

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