Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Raduno Alpini Triveneto crocevia per l'Adunata Nazionale a Treviso

Bilancio positivo nel merchandising, consumazione pasti e lo shop targato Alpini. Per il governatore del Veneto necessario rimandare i militari a L'Aquila per la ricostruzione

CONEGLIANO “Nel 2017 l'adunata deve essere nostra. Si deve fare a Treviso, senza discussione. La Regione ci sarà e farà la sua parte”. Non ha dubbi il presidente Luca Zaia, presente al Raduno Triveneto degli Alpini, su quale dovrà essere la sede del prossimo appuntamento nazionale delle penne nere. “Dove c'è alpinità – ha detto il presidente - c'è volontariato e in Veneto una persona su cinque si dedica a questo settore. Come si può vedere dai numeri, non si fa l'Adunata se non sfilano le sezioni del Veneto. Io ero a L'Aquila e ci è servito andare in Abruzzo per vedere se è cambiato qualcosa da quando le penne nere se ne sono andate. Purtroppo devo dire che dovremmo rimandarli. Se ci fossero loro l'Aquila sarebbe come Gemona. Posso dire che dove mettono le mani loro i risultati si sono visti”.

Felice per l’esito della manifestazione e soddisfatto per la massiccia presenza di pubblico nelle due giornate della manifestazione, il sindaco di Conegliano Floriano Zambon. “Il raduno Triveneto – ha detto il primo cittadino – è stata una straordinaria occasione di visibilità e affermazione di valori positivi. Tutto ha funzionato molto bene. Anche se il tempo non è stato dalla nostra parte, la pioggia ha fatto vivere con grande partecipazione tutti i momenti. La sera c'è stata una grandissima presenza di pubblico, sopra le più rosee aspettative. Ci si è aperto il cuore nel vedere le sezioni sfilare e la passione delle penne nere nel dare il proprio contributo per la perfetta riuscita del Raduno. Grande emozione poi nel constatare che il mondo degli Alpini sa rispondere nel momento in cui è necessario far vedere i valori fondanti dello spirito alpino. Ciò ci rende estremamente orgogliosi. Infine non posso non ricordare che oltre alla sfilata c'è tutto un lavoro fatto in precedenza dagli Alpini di Conegliano e dal Comune come il restauro del monumento ai Caduti o la sistemazione del Monticano. Le penne nere sono persone tutte d'un pezzo e non ci stancheremo di ringraziarli".

SOTTOSEGRETARIO ALLA DIFESA ALFANO Coniugare l'esigenza dell'accoglienza con le condizioni dei nostri italiani, senza sottrarsi ai doveri che le istituzioni hanno nella gestione del fenomeno. Così il sottosegratrio alla difesa Gioacchino Alfano, massima autorità di governo, sul tema degli immigrati in una dichiarazione fatta a Conegliano in occasione del Raduno triveneto degli Alpini. Alfano è tornato sul tema che sta animando in questi giorni il dibattito politico, portando la posizione del Governo. «Questi uomini e queste donne che oggi assiepano il percorso della sfilata – ha detto Alfano - ci insegnano che dobbiamo essere seri nell'adempimento dei nostri doveri. Dobbiamo essere capaci di coniugare l'esigenza dell'accoglienza con le condizioni dei nostri italiani. Questo è un binomio indispensabile ma in questa partita l'Europa non deve essere solo nostro alleato ma ci deve coordinare dall'alto. La nostra posizione geografica è tale da renderci accoglienti in automatico, ma siamo però al limite delle nostre possibilità. Per la storia che rappresentiamo per quello che anche qui vediamo dobbiamo continuare ad accogliere. Gli italiani dimostreranno di essere un grande paese».

Per quanto riguarda poi la situazione in cui versano i primi cittadini nella gestione del fenomeno e l'eventuale utilizzo delle caserme dismesse, il sottosegretario alla difesa è stato chiaro. «Io sono stato sindaco di una città in provicnia di Napoli e quando avevamo casi difficili lanciavamo le soluzioni in una prospettiva futura. Agli amministratori che non vogliono gli immigrati dico di fare questo ragionamento: segnalate la difficoltà in cui vi trovate, ma ricordatevi che a, norma vigente, sapete quali sono le vostre responsbailità. Sulle caserme io, che ho la delega al patrimonio, posso dire che stiamo verificando quali sono quelle libere e utilizzabili. Siamo anche disponibili a darle ai comuni affinchè le usino. Il mondo  militare un tempo era rigido ora se non si usa più qualche caserma vengono fatte anche cessioni gratuite».

TEMPORARY SHOP E' stata la prima esperienza in un raduno e i risultati sono stati veramente ottimi. Nel punto vendita di corso Mazzini, dove era stato allestito il negozio di gadget e abbigliamento alpino, sono andate a ruba le spillette, così come le polo e t-shirt con il marchio Ana e del Raduno. Molti gli acquisti di cappelli di ordinanza, cosa che per esempio non era accaduta all'Adunata nazionale de L'Aquila. Richiestissime (e anche queste esaurite) le magliette per i bimbi che genitori, nonni e zii - con orgoglio - amano far indossare a figli e nipoti quasi a voler trasmettere da subito l'amore per gli Alpini. Effettivamente il temporary shop del raduno aperto circa un mese fa, è stato costantemente oggetto di visite. Esperienza sicuramente da ripetere, quindi, per i gestori.

GRANDE RISTORAZIONE Ha funzionato molto bene soprattutto il punto di ristoro del Raduno posizionato in Piazza San Martino. Sabato sera la giornata clou, che è proseguita con grandi presenze fino alle tre di notte. In totale oltre 3.000 pasti equamente divisi tra carne e pesce. Tra le bevande, come da tradizione la più scelta è stata la birra. Ma sono state più di 800 le bottiglie di prosecco stappate, segno che molti alpini hanno optato per il prodotto d'eccellenza proprio di Conegliano.

SOCCORSI Giornate tutto sommato positiva anche per il servizio di primo soccorso dell'ANA considerato il numero di presenze ed il conseguente rischio di intervento. Scongiurati i malori che preoccupavano per il caldo dei giorni scorsi, è stata l'acqua della pioggia e quindi le cadute per scivolata a creare il maggior problema. Passaggio in ospedale per il sindaco di Osoppo alla quale è stata diagnosticata la frattura a un polso dopo una caduta accidentale, mentre ad altre due persone è stato solo prestato un primo soccorso anche questo per cadute. Nella giornata di domenicail personale in servizio era composto da 4 squadre a piedi formate da tre volontari e 4 ambulanze con tre persone a bordo ciascuna. A loro si sono associati 32 volontari della Croce Rossa Italiana e altri 4 mezzi di soccorso del 118. Infine nei posti medici avanzati erano a disposizione altre cinque persone. 

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