Cronaca

Conegliano: gli alpini sfidano la pioggia, la cronaca della sfilata

La pioggia battente non ferma le penne nere. Applausi per l'alpino centenario Dal Pozzo. In coda i tricolori della sezione di Conegliano

CONEGLIANO- Un’onda continua di penne nere, durata quasi tre ore e mezza, ha invaso la città di Conegliano in occasione del raduno Triveneto degli Alpini. Nemmeno la pioggia, che a tratti è caduta sulla città del Cima bagnando il lungo biscione umano, ha fermato il cadenzare costante di giovani e anziani che, fianco a fianco, sono sfilati davanti al labaro nazionale dell’Ana. Fin dall'alzabandiera davanti al Monumento ai Caduti si era capito che sarebbe stata una grande giornata; piazza IV Novembre sembrava piccola tanti erano gli alpini e il pubblico che la assiepavano.

La piacevole sorpresa è stata la grande presenza di pubblico ai lati del percorso della sfilata, posizionato lungo le transenne ogni oltre più rosea aspettativa. Ad aprire il corteo la fanfara dei congedati della Cadore, che hanno scortato i gonfaloni delle città del Triveneto e della provincia di Pordenone decorate con medaglia d’oro al valor militare. Quindi via via tutte le altre istituzioni e i reduci su automezzi militari d’epoca scortati dai giovani. Presenti anche numerose delegazioni straniere e sezioni ospiti, quali ad esempio quelle degli Abruzzi, Sicilia, Roma, Latina, Bologna, Piemonte, Mondovì, Cuneo, Sondrio, Alessandria, Piacenza, Brescia, Biella, Milano, Salò. C’erano anche quelle di Asti, sede della prossima adunata, nonché quelle di Modena e Firenze, che insieme a quella di Treviso, si contendono l’assegnazione del prossimo incontro nazionale delle penne nere nel 2017.

A chiudere il gruppo gli alpini di Conegliano, seguiti dai 90 tricolori a simboleggiare gli anni di vita della sezione. I gonfaloni e le bandiere si sono poi sistemati lungo la scalinata a pochi passi dalla tribuna d’onore, mentre ai piedi della gradinata si è posizionato lo striscione con l’arrivederci a Gorizia, sede del raduno Triveneto del 2016. Tra i sindaci della città del Cima e quello del capoluogo isontino c’è stato lo scambio di gagliardetti, una sorta di passaggio della stecca, seguito dal “rompete le righe”. Ancora una volta lo spirito degli alpini ha saputo portare gioia e festosità nonostante il clima grigio e buio. Una festa che è stata un grande successo da ripetere.

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