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In foto l'auto dei rapinatori dopo lo schianto

In foto l'auto dei rapinatori dopo lo schianto

Rapina in casa a un 20enne di Riese, fermati due albanesi

Pensavano che la casa fosse vuota, invece c'era un ragazzo all'interno. Lo hanno preso a pugni e se ne sono andati con il bottino

Pensavano che la casa fosse vuota, la loro intenzione era quella di mettere a segno un furto, ma si sono imbattuti nel figlio dei proprietari, un ragazzo di 20 anni. Il fatto risale al 26 novembre. Erano le 18.30 quando il giovane si è ritrovato in balia di tre banditi a volto scoperto nella sua casa di Riese Pio X. Ha provato a resistere ma i tre lo hanno preso a pugni. Inutili i tentativi di difesa, sono riusciti ad andarsene pochi minuti dopo con 50 euro e un po' di oggetti preziosi insieme al quarto uomo che li aspettava in strada a bordo di un'auto. Il giovane ha avvertito i carabinieri che si sono messi sulle tracce dei rapinatori, sorprendendo due di loro una ventina di giorni dopo all'interno di un bar di Istrana. 

I militari dell'Arma li hanno rintracciati, infatti, in seguito alla segnalazione di un cittadino che li aveva notati mentre tentavano di mettere a segno un furto in un'abitazione il 27 novembre. Ne era nato un inseguimento terminato con un incidente che ha coinvolto l'Alfa 156 dei banditi e l'auto di un trevigiano. A bordo dell'auto c'erano quattro uomini, tutti fuggiti a piedi tra i campi. Pochi minuti dopo il ritrovamento in un bar. Nel cestino del bagno i carabinieri hanno rinvenuto i gioielli rubati poco prima da un'abitazione di Galliera Veneta. I due albanesi al momento all'interno del locale, un 20enne e un 21enne, sono stati fermati. Un terzo, invece, è stato denunciato in stato di irreperibilità. I militari sono sulle sue tracce, come su quelle del quarto uomo. Portati in caserma i due stranieri, dalle indagini è emerso che fossero loro gli autori della rapina ai danni del 20enne di Riese. I militari hanno sequestrato anche vari attrezzi da scasso, tutti utilizzati dalla banda per colpire. 

l capo della banda aveva come base Martellago. Era lì che parcheggiava l'auto sempre in luoghi diversi. Per non dare nell'occhio. Ed era sempre da lì che partiva per raccogliere i complici. Il più delle volte nella zona periferica del territorio di Scorzè. Dopodiché, dalle 16.30 in poi, si partiva per i furti. Fulminei. Tanto che per la rapina nei confronti del giovane picchiato sarebbero passati non più di sette minuti per portare a termine il colpo. Molto meno nei confronti di una signora di Galliera Veneta che alle 17.34 di mercoledì (poche ore prima dell'incidente che avrebbe messo la parola fine ai raid), tornando dalla spesa, si è trovata la casa di via Levico razziata. In quel caso i delinquenti ci hanno messo solo quattro minuti per entrare, rubare e scappare.

Una batteria "prolifica". Pericolosa. Colpi dappertutto, anche a Spinea. Il 15 novembre avevano messo nel mirino una villa del paese, ma il cane dei vicini aveva iniziato ad abbaiare. Nonostante i ladri avessero già rotto la recinzione, in quel caso decisero di lasciar perdere. Il 20 novembre scorso, invece, altre due abitazioni spinetensi vennero razziate. Nel mirino sempre contanti, collane e preziosi. Materiale semplice da ricettare attraverso i compro oro della zona (su cui si concentrano le indagini per risalire agli altri colpi perpetrati dai quattro predoni). Lo stesso tipo di collanine e braccialetti trovati in possesso dei due fermati mercoledì sera, denunciati anche per omissione di soccorso. Un terzo componente del gruppo è stato identificato ed è ricercato dalle forze dell'ordine.

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