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Cronaca Motta di Livenza

Dopo la rapina, volo per Rio: presa la banda della gioielleria di Motta

I tre autori del colpo alla gioielleria Michieletto di Motta, avvenuto il 30 gennaio, sono stati arrestati mercoledì scorso dai carabinieri

MOTTA DI LIVENZA - Avevano agito in tre, erano entrati in gioielleria intorno alle 15.50. Avevano legato la ex titolare del negozio, che era stata rinchiusa in bagno e, in poco meno di un quarto d'ora, avevano ripulito la cassaforte fuggendo con un bottino di 300 mila euro e portando via solo oggetti preziosi selezionatissimi e di grande valore, abbandonando i gioielli a basso costo. Il colpo il 30 gennaio alla gioielleria Michieletto di Motta di Livenza. Una rapina che, già per le modalità, aveva fatto preoccupare. I malviventi, catturati in due settimane dai carabinieri, avevano agito da veri professionisti. 

LE INDAGINI Fondamentali le testimonianze di alcuni cittadini che hanno fornito agli inquirenti importanti dettagli sull'aspetto fisico e sui movimenti dei rapinatori. Diversi i passanti che, anche nei giorni precedenti, avevano notato la banda aggirarsi nella zona, fornendo una completa descrizione. Tanto che già poche ore dopo la rapina i militari dell'Arma avevano una pista da seguire. Grazie anche alle immagini acquisite dalle telecamere di sorveglianza di una tabaccheria nelle immediate vicinanze, i carabinieri sono riusciti presto a identificare uno dei rapinatori, V.M. di 53 anni, bloccato all'aeroporto Marco Polo di Venezia mentre stava per decollare verso Lisbona. Da qui avrebbe cambiato volo per dirigersi a Rio de Janeiro, in Brasile. 

Rapina in gioielleria Michieletto a Motta - il materiale sequestrato

IL PRIMO ARRESTO Il malvivente, fermato prima dell'imbarco, era accompagnato da uno dei complici, G.M., 52enne di Chiarano arrestato nell 1991 per omicidio. L'uomo, infatti, nel corso di un colpo all'interno di un capannone industriale del Pordenonese, aveva ucciso una guardia giurata. Era finito in cella e, dopo aver scontato la pena, era stato scarcerato. Dopo aver accompagnato il "collega" all'imbarco, si è dileguato. Ecco che è scattato il blitz dei militari che, con il supporto della polizia aeroportuale, hanno stretto le manette ai polsi di V.M. Addosso a sè aveva tre orologi, di cui uno del valore di 7 mila euro, e diverse pietre preziose ricavate dai gioielli rubati e pronte per essere rivendute in Brasile, del valore di circa 100 mila euro. 

GLI ALTRI DUE ARRESTI I carabinieri si sono diretti verso le abitazioni degli altri due rapinatori, il 53enne di Chiarano e F.F., 38enne di Oderzo dove, all'interno di un magazzino, sono stati trovati alcuni attrezzi utilizzati per lavorare i gioielli e ricavarne le pietre. Tutti e tre i componenti della banda, senza un lavoro fisso e con famiglia, sono quindi finiti dietro le sbarre. Si tratta di rapinatori molti abili ed esperti, quindi pericolosi. il colpo alla gioielleria Michieletto era stato studiato alla perfezione, considerando la strada poco trafficata e le diverse vie di fuga in quella zona. I banditi si sentivano molto sicuri quando hanno agito. Uno di loro era entrato in negozio con il volto coperto da una maschera, talmente elaborata che la stessa vittima non se n'era accorta. Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati sequestrati anche tremila euro in contanti, una pistola (finta), e dei walkie talkie utilizzati per mettere a segno il colpo. 

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