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Il dirigente della Squadra Mobile Enrico Biasutti

Il dirigente della Squadra Mobile Enrico Biasutti

Si chiude il cerchio sulla rapina a Santa Bona, presi entrambi i ladri

Due italiani avevano svaligiato una casa lo scorso 12 gennaio. Il primo era stato arrestato poche ore dopo, il secondo è stato rintracciato

TREVISO - Si era reso protagonista, insieme ad un complice, di una violenta rapina avvenuta avvenuta lo scorso 12 gennaio in via Ca' Zenobio a Santa Bona. Avevano agito insieme con l'intento di mettere a segno un furto all'interno di un'abitazione intorno alle 2 di notte ma, a sorpresa, il padrone di casa 28enne era rientrato con la fidanzata. 

Il complice, arrestato poche ore dopo l'accaduto, aveva avuto una colluttazione con il proprietario di casa, cui erano state diagnosticate ferite guaribili in cinque giorni. A due mesi dal colpo, anche il secondo uomo è finito nel mirino degli agenti della Squadra Mobile della Questura di Treviso, che lo hanno rintracciato. A.C., 39enne senza fissa dimora, che vive talvolta dai genitori, da amici oppure in auto, è stato preso dalla polizia e ha ammesso il fatto, raccontando esattamente cosa è accaduto quella notte. 

 Insieme a O.L., 50enne trevigiano che viveva senza acqua, luce e gas, si era recato nell'abitazione con l'intento di rubare qualche oggetto di valore. I due si erano incontrati il pomeriggio precedente e avevano deciso di fare un sopralluogo in bicicletta a Santa Bona, alla ricerca di una casa da svaligiare. Notando l'abitazione del 28enne, divisa in due piani e con possibilità di accesso in penombra, hanno scelto di agire poche ore dopo. Al piano inferiore viveva la nonna, che in quei giorni si trovava all'ospedale per qualche piccolo problema di salute. 

Poco prima delle due, entrambi sono entrati dopo aver forzato una finestra sul retro. Il primo arrestato ha rovistato tra i cassetti prelevando una collana di perle e un anello, posandoli sopra il letto. A quel punto il 39enne li ha infilati in tasca, pronto per scappare. Come ha raccontato quest'ultimo agli investigatori, è stato in quel momento che hanno sentito dei rumori provenire dall'esterno. L'auto del padrone di casa stava per essere parcheggiata. La vittima del furto ha notato il braccio del 50enne sporgere dalla finestra, l'ha afferrato e ne è nata una colluttazione, durante la quale il malvivente ha perso il cellulare, riuscendo poi a divincolarsi e a fuggire tra i campi. 

I due banditi si sono incontrati poco dopo e hanno fatto rientro a casa. Poche ore più tardi gli agenti hanno rintracciato O.L. in via Sicilia, all'interno dell'abitazione, ammanettandolo. A incastrarlo le scarpe ancora sporche di fango fresco. Due mesi dopo, nei guai è finito anche il suo complice. 

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