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Venerdì, 19 Aprile 2024

Rapine in tabaccheria e alimentari, fermata la banda: due arrestati, indagata una donna

I carabinieri della Compagnia di Vittorio Veneto hanno fermato, martedì sera, i rapinatori dopo un colpo a Santa Maria di Sala. Lo scorso 2 marzo avevano preso di mira l'alimentari "Belmarket" di Refrontolo e il 14 marzo una tabacccheria a Zeminiana di Massanzago, nel padovano

Armati di pistola e coltello prendevano di mira tabaccherie e alimentari tra le province di Treviso, Venezia e Padova: tre i colpi finora attribuiti da una banda composta da un 56enne di Vittorio Veneto, da un 46enne di Conegliano e dalla compagna di quest'ultimo, una 37enne. I malviventi sono entrati in azione lo scorso 2 marzo a Refrontolo, all'alimentari Belmarket, il 14 marzo in una tabaccheria di Zeminiana di Massanzago e ieri sera, 21 marzo, in una tabaccheria di Santa Maria di Sala, lungo la Noalese. In occasione del primo episodio la donna aveva preceduto, fingendosi una cliente, l'entrata in azione dei due banditi che hanno agito con il volto travisato: dopo essersi fatti consegnare il denaro dalla titolare, l'81enne Edda Doro e da una dipendente, si sono dileguati a bordo di una Fiat Punto bianca. Proprio questo mezzo, a cui erano state applicate targhe rubate nel padovano, era la loro firma (il veicolo era di proprietà di un parente di uno dei tre) ed è stata notata anche dopo la rapina di Zeminiana. Un'auto volutamente anonima.

Se nei primi due blitz il bottino era stato di circa 1100 euro, a Santa Maria di Sala i banditi sono riusciti a fuggire con circa 1700 euro presi dalla cassa: per garantirsi mano libera e una fuga tranquilla, i rapinatori hanno immobilizzato con delle fascette di plastica il titolare, per poi rinchiuderlo in uno sgabuzzino. Poi è scattata la fuga e il ritorno verso le loro abitazioni: la Fiat Punto con i due uomini e le donna (incaricata probabilmente di fare da palo) si è diretta verso l'ingresso del Passante di Mestre, ha imboccato la A27 e quindi la A28. All'uscita del casello di Cordignano, ad attendere i banditi, c'erano i carabinieri della Compagnia di Vittorio Veneto, coordinati dal comandante Francesco Galante, e i militari della Compagnia di Venezia che hanno collaborato all'indagine. I due uomini sono stati arrestati per rapina aggravata in concorso e si trovano attualmente rinchiusi nel carcere trevigiano di Santa Bona. La donna è denunciata a piede libero e sono in corso accertamenti sul suo conto. Perquisendo l'auto è stata trovata la refurtiva presa nel colpo di Santa Maria di Sala mentre in casa sono stati trovati e sequestrati due coltelli, forse usati in occasione dei colpi. Al vaglio degli inquirenti ci sono ora altre rapina simili commesse on queste modalità in tutta l'area del Veneto e non solo. A coordinare l'inchiesta il Procuratore capo Marco Martani.

I coltelli sequestrati

La pistola sequestrata

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