Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Resana

Era in vacanza in Grecia con il fidanzato, 29enne stroncata da un malore

Elisabetta Caon, di Resana, è stata colpita da un'ischemia cardiaca nel Peloponneso: aveva appena concluso un dottorato di ricerca a Londra. Il funerale dovrebbe svolgersi mercoledì prossimo

Ha suscitato grande cordoglio e commozione nella Castellana la tragica fine di una 29enne di Resana, Elisabetta Caon, morta lunedì scorso mentre si trovava in Grecia, nel Peloponneso, con il fidanzato Yiannis, greco. A stroncare la giovane vita della ragazza, brillante ricercatrice universitaria, è stata un'ischemia cardiaca: a nulla purtroppo è valsa la corsa verso l'ospedale di Sparta, in ambulanza, dopo un primo intervento in un centro di soccorso. Elisabetta aveva di recente superato brillantemente gli studi di un dottorato di ricerca a Londra ed era finalmente pronta ad entrare nel mondo del lavoro. Lei e Yiannis si erano conosciuti proprio durante il soggiorno nella capitale britannica, alla University college. Il funerale della 29enne dovrebbe svolgersi mercoledì prossimo a Resana: in molti vorranno stringersi attorno alla famiglia della giovane, la mamma Rosetta Stocco, docente all'Itis Barsanti, il padre Franco, geometra presso il Comune di Castelfranco e il fratello Alberto. In questi giorni genitori e fratello si trovano in Grecia per gestire il trasferimento della salma in Italia.

Elisabetta, dopo gli studi all'istituto Giorgione, aveva studiato Biotecnologie all'Università di Padova (triennale e magistrale) laureandosi con 110 e lode, e dal 2018 si era trasferita a Londra per specializzarsi nello studio delle malattie epatiche: vantava già alcune importanti pubblicazioni scientifiche ed era una mente di valore. La 29enne amava la musica e in particolare la chitarra: con tre amiche aveva fondato il quartetto Sliwowitz, con cui aveva partecipato a rassegne sia in Italia che all'estero. Elisabetta aveva un forte legame anche con il mondo del volontariato: in gioventù aveva fatto da animatrice al Grest locale ed era attualmente impegnata nell'associazione "Perchè no?" di Cittadella, dedicata all'aiuto ad alcune comunità della Bosnia.

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