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Picchiate e rapinate, l'imputato: «Mi hanno rubato in casa»

Emanuele Kwakwah, un castellano di 31 anni, avrebbe aggredito le due giovani e un amico mentre passavano la notte a casa sua. Lui ribatte: «Li ho accusati di furto ed è scoppiata la lite»

Vi fu anche un appello per ritrovarla affidato alla trasmissione di Rai Tre "Chi l'ha visto" per ritrovarla, visto che mancava da casa da tre giorni. Quello che però sua madre, residente in provincia di Belluno, non sapeva era che la figlia era rimasta vittima di una rapina a Resana. Per quei fatti, avvenuti intorno alle 3 del mattino del 26 gennaio 2020, è finito a processo, davanti al collegio composto dai giudice Francesco Sartorio, Leonardo Bianco e Marica Loschi, il castellano 31enne Emanuele Kwakwah. L'uomo, difeso dall'avvocato Salvatore Cianciafara, è accusato di rapina e lesioni aggravate.

La ragazza bellunese fu ritrovata la sera della rapina, quando si rivolse ai carabinieri per avere aiuto. Insieme a lei, nella casa di Kwakwah, c'erano anche un giovane padovano di 26 anni, residente a Tombolo, e un'altra ragazza minorenne di Sospirolo, sempre nel bellunese. Nell'aggressione le ragazze avevano riportato traumi e contusioni per 8 e 10 giorni di prognosi mentre il 26enne, colpito in pieno al volto, aveva subito lesioni guaribili in 25 giorni.

Le due giovani e il 26enne padovano si trovavano nell’appartamento di via Vittorio Veneto in cui risiedeva il 31enne. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini l'aggressione è scattata in piena notte. A fare infuriare Emanuele Kwakwah e un amico, la cui posizione è poi stata stralciata, sarebbe stata la sparizione dei contanti, pare alcune centinaia di euro, dal portafogli che 31enne aveva lasciato nella cucina dell'abitazione. Le due ragazze e il padovano sono stati minacciati con un coltello e poi aggrediti: una delle due giovani è stata colpita alla testa, riportando un trauma cranico, mentre l’amico è stato raggiunto da un pugno sul naso, che gli ha procurato la frattura del setto. I tre sono stati quindi rapinati di due telefoni cellulari e di un portafogli. Subito dopo l’aggressione, le vittime avevano chiesto l’intervento dei carabinieri, che si sono precipitati nell’abitazione di Resana arrestando Kwakwah e il suo conoscente.

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