Spaccio di cocaina ed eroina: 44enne finisce in carcere

Tra l'estate del 2019 e l'agosto scorso Massimo Favaro, con la complicità di un 51enne di Campodarsego, avrebbe smerciato centinaia di dosi, sia nel centro di Castelfranco che a Resena, dove viveva. Ad incastrarlo l'indagine dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile

Una delle piazze di spaccio in cui agivano i pusher

Erano diventati, nel corso degli ultimi mesi, due tra i principali punti di riferimento per lo spaccio della cocaina e dell'eroina in tutta la Castellana: la consegna delle dosi ai clienti, vendute al costo di circa 100 euro, avveniva solitamente nelle vie centrali e nei centri di Castelfranco Veneto e Resana. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Castelfranco Veneto, al termine di una lunga indagine (iniziata nell'estate 2019 e terminata nell'agosto 2020), hanno eseguito nella mattinata di oggi, mercoledì 7 ottobre, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Treviso, Angelo Mascolo, su richiesta del pubblico ministero Fietta, nei confronti di un 44enne di Resana, Massimo Favero, che è stato accompagnato in carcere a Santa Bona e nei confronti di un 51enne di Campodarsego (PD), B.S., che sarà sottoposto ora all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria

Le indagini cominciarono nel luglio scorso, quando i militari dell’Arma, in una via del centro di Castelfranco Veneto, arrestarono in flagranza il 44enne, dopo che questi aveva ceduto una dose di cocaina e una di eroina ad un acquirente locale, segnalato alla Prefettura di Treviso come assuntore. Sottoposto a perquisizione domiciliare, il pusher era stato trovato in possesso di altri 11 grammi di cocaina e 3 di eroina, già suddivisi in dosi, oltre a materiale vario per la pesatura e il confezionamento degli stupefacenti. L'indagine ha portato ad identificare anche il principale complice di Favaro, il 51enne di Campodarsego, appunto, una sorta di "braccio destro".

«La tesi accusatoria è stata infatti pienamente riscontrata dallo sviluppo degli accertamenti -si legge in una nota dell'Arma- che permettevano effettivamente di confermare l’ampiezza criminale del disegno criminoso posto in essere dai due indagati, diventati un punto di riferimento per lo smercio locale soprattutto della cocaina e, seppure in misura inferiore, anche dell’eroina. Nel corso delle perquisizioni effettuate durante l’esecuzione dell’ordinanza, al soggetto di Campodarsego venivano sequestrate 2 dosi di eroina del peso complessivo di 0,6 grammi e una dose di cocaina del peso di 0,2 grammi».

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