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Foto dall'ospedale del primo contagiato americano (©TM News Infophoto)

Foto dall'ospedale del primo contagiato americano (©TM News Infophoto)

Ebola, boom di ricerche su Google: in Veneto 200mila negli ultimi mesi

Victor Vassallo, titolare di Omniaweb che ha elaborato i dati: "Il Web è uno strumento utile, ma bisogna selezionare con cura le fonti"

TREVISO – C’è la preoccupazione, ma anche la voglia di capire quello che si nasconde dietro a quel nome che fino a pochi mesi fa era sconosciuto e che adesso ricorre quotidianamente. Sono oltre 192mila le ricerche registrate online in Veneto negli ultimi mesi con la parola “Ebola”. Solo nel mese di settembre, in Veneto sono state registrate 27.230 ricerche collegate al virus, di cui 7232 a Vicenza, 6245 a Treviso, 4737 a Verona, 4310 a Padova, 3898 a Venezia, 484 a Rovigo e 324 a Belluno. Queste conferme arrivano da Omniaweb, azienda padovana che ha elaborato i dati Google relativi al territorio veneto. «Da Google passa la quasi totalità del traffico di ricerca – spiega Victor Vassallo, titolare di Omniaweb –, dunque analizzare le ricerche su Google significa analizzare quello che le persone chiedono al web».

E riguardo ad Ebola, che cosa chiedono al web i veneti? «Iinformazioni sui sintomi – spiega Vassallo – ma anche le modalità di contagio e i fattori di rischio. È poi interessante notare che il picco delle ricerche è coinciso con il mese di agosto e dunque con il momento di punta dei flussi turistici per le ferie estive». «Sempre di più però – commenta Vassallo – il web diventa uno specchio della nostra vita quotidiana e quindi è prevedibile che quello che le persone cercano su Internet corra in parallelo con le notizie, le preoccupazioni, le novità di cui si legge sui giornali, di cui si parla in radio o in televisione e, ovviamente, di quello che si trova su siti e portali».

Ma attenzione: è fondamentale saper riconoscere gli interlocutori affidabili e quelli che non lo sono. «Su Internet è facile, molto facile diffondere informazioni inesatte o del tutto false: c'è chi lo fa per semplice superficialità e chi invece lo fa per un proprio tornaconto», spiega Vassallo. Che invita a un supplemento di attenzione proprio quando si fanno ricerche su temi delicati: «Il Web è uno strumento utile, ma bisogna selezionare con cura le fonti più attendibili. Altrimenti il rischio è che si diffonda un panico del tutto ingiustificato. Meglio allora fare affidamento ai siti più autorevoli e diffidare di chi offre informazioni allarmanti senza motivarle con fondatezza».

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