Cronaca

Sequestro di persona, estorsione e lesioni: in tre a processo

Gli indagati, tutti originari della provincia di Lecce ma domiciliati a Riese Pio X, si sono resi protagonisti di un pomeriggio di follia determinata da dissidi su un appartamento

Tre persone di Riese Pio X sono finite nei guai per sequestro di persona ed estorsione

E' arrivata all'udienza preliminare la vicenda del "blitz" con cui tre persone, M.M di 30 anni, il 31enne C.S. e il 33enne G.C., tutti originari della Provincia  di Lecce, hanno sequestrato e picchiato i proprietari della ditta Penta Service srl di Riese Pio X e alcuni loro dipendenti. Per quei fatti C.S. e G.C (difesi dall'avvocato Piergiorgio Oss) hanno sceltola strada dell'abbreviato mentre M.M (difeso dall'avvocato Rossella Martin) ha chiesto il patteggiamento, accusati avario titolo di estorsione, sequestro di persona, furto e lesioni aggravate. Il gup di Treviso Marco Biagetti, escludendo la possibilità di stralcio, ha rinviato per discussione e la definizione del patteggiamento al 6 aprile prossimo.

I tre si erano presentati presso il capannone nel tardo pomeriggio dell'11 novembre del 2019. Sullo sfondo dissidi relativi al contratto d'affitto di una casa, formalmente in uso a M.M.; gli indagati si erano fatti strada all'interno, dove il 30enne aveva rinchiuso il titolare della Penta Service ed un suo dipendente all'interno di una stanza. Lì, posizionata una scrivania di traverso per bloccare la porta e con gli altri a stare di guardia fuori, M.M aveva distrutto varia attrezzatura e con atteggiamenti minatori, minacce di morte e percosse aveva tenuto i due sequestrati per circa 15 minuti. Poi, una volta usciti, le vittime erano state fatte sedere a terra, insieme all'altro titolare dell'azienda ed un secondo dipendente, tenute in quelle condizioni per circa un'ora.

In quei frangenti, inoltre, avevano fatto firmare, sotto minaccia, ai due proprietari dell'impresa un documento nel quale rinunciavano ai canoni di affitto dell'appartamento fino al 2022, accampando come scusa un disservizio che aveva provato i locali dell'uso del gas e per il quale era stata offerta la possibilità di ospitarli in albergo. «Dacci 100 mila euro con le scuse» sono state le parole dei tre, che poi fanno solo parzialmente marcia indietro chiedendo 20 mila euro. M.M. è inoltre accusato di aver duramente pestato uno dei proprietari, calci e pugni che gli hanno provocato un trauma facciale

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