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Cronaca Riese Pio X

Il turno di lavoro, la richiesa d'aiuto alla madre e la fuga: «Ci vediamo in paradiso»

Steve Quintino, 19 anni, si trova in carcere a Santa Bona. La madre, Barbara Zandonà, e i fratelli Alex e Stefano si erano resi conto del comportamento anomalo del giovane, convinto di essere perseguitato. Si ipotizza che sabato, durante il folle raptus, volesse togliersi la vita

«Ci vediamo in paradiso»: sono queste le parole utilizzate da Steve Quintino, sabato scorso, dopo aver salutato la madre e prima di partire per la sua folle scorribanda tra Vallà di Riese e Onè di Fonte, durante la quale ha rubato tre auto, rapinate ad altrettante automobiliste, e ucciso un ciclista, Mario Piva, 67enne di Loria, travolto con uno dei mezzi, un'Audi, in via Vivaldi a San Zenone degli Ezzzelini. Quintino aveva trascorso la notte al lavoro, da Pasta Zara a Riese, dove lavorava come operaio, si è recato in un bar della zona per prendere un caffè. Da questo locale il giovane ha chiesto aiuto via telefono alla madre, Barbara Zandonà, che lo ha raggiunto, avendo compreso il suo malessere interiore che lo attanagliava da qualche tempo. Il 19enne, presa una giacca che la madre gli aveva portato, si è poi dileguato pronunciando quella frase raggelante che poteva anche far supporre l'intento di farla finita. La donna (che ha subito allertato il 112 dopo la fuga del figlio) e gli altri fratelli, Alex e Stefano, avevano notato che, da qualche tempo, Steve necessitava di supporto psicologico, per evidenti manie di persecuzione. Un quotidiano locale ha riportato che il giovane sarebbe risultato positivo ai cannabinoidi, durante gli accertamenti medici svolti in ospedale a Castelfranco Veneto ma per ora dalle forze dell'ordine non vi è ancora certezza di ciò. Quintino potrebbe essere sentito nelle prossime ore dal giudice del tribunale di Treviso per l'udienza di convalida del fermo.

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