Cronaca

Ulss 7, Nucleo di Cure Palliative: in dieci anni assistite quasi quattromila persone

Benazzi: "Attivato nell'ambito dei percorsi di umanizzazione, il Servizio ci consente di seguire le persone a domicilio, senza necessità di ricorrere all'ospedalizzazione"

Il DG Francesco Benazzi

PIEVE DI SOLIGO Quasi 4mila persone assistite a domicilio ciascuna delle quali, mediamente, per 90 giorni. Questo il bilancio dell’attività svolta dal Nucleo cure palliative dell’Ulss 7 nei suoi primi dieci anni di vita. “L’attività del Nucleo di cure palliative - spiega il Direttore Generale dell’Ulss 7, Francesco Benazzi -  è stata avviata nell’ambito dei percorsi di umanizzazione dell’Ulss 7, con l’obiettivo di garantire cure e supporto a domicilio ai malati di tumore in fase avanzata, in modo da permettere loro di evitare l’ospedalizzazione. I benefici di questa modalità di cura sono evidenti, come testimoniano anche le tantissime attestazioni di stima che il Servizio riceve. Nel 2012 la rete di cure palliative dell’Ulss 7 si è completata con l’attivazione dell’Hospice “Casa Antica Fonte”, coordinato dal dr. Riccardo Carlon, che accoglie i malati che, per varie ragioni, non possono essere assistiti a casa”.

Il Servizio, attivato nel 2005, è cresciuto notevolmente nell’arco di pochi anni passando dalle 50 persone assistite nel primo anno alle 619 seguite a domicilio nel 2015 (l’88% delle quali affette da tumore). “Si tratta - sottolinea Cosimo De Chirico, coordinatore del Nucleo - di un incremento legato a un diverso approccio, maturato nel tempo, al paziente che ha una malattia in fase avanzata: in passato veniva ospedalizzato, ora, invece, laddove è possibile viene seguito a domicilio: i benefici legati all’essere assistiti a casa, circondati dall’affetto dei propri cari, è evidente. La maggior parte dei nostri pazienti è rappresentata da malati oncologici che cerchiamo di prendere in carico precocemente, lavorando d’intesa con le varie Unità Operative Ospedaliere e con i Medici di Medicina Generale. Grazie alle cure fornite dal Nucleo di cure palliative i pazienti seguiti nell’ultimo anno hanno potuto trascorrere a casa oltre il 90% del tempo (49.629 giorni su un totale di 53.428 giornate di assistenza).  

Nel corso degli anni - spiega Paola Paludetti, direttore del Distretto - è  maturata la consapevolezza dell’importanza di ampliare sul territorio l’attività del Nucleo di cure palliative, rivolgendosi ai malati in una fase più precoce della malattia quando, ancora sottoposti a chemioterapia o radioterapia, manifestano comunque il bisogno di un’assistenza specifica per affrontare il dolore e gli altri sintomi correlati alla malattia e agli effetti collaterali delle chemioterapie. Questa modalità di assistenza, che prende il nome di “simultaneous care” (cure simultanee), consente ai malati di vivere meglio e più a lungo, come dimostrano numerosi studi di ricerca”. Il Nucleo di Cure Palliative è integrato nelle attività del Distretto Socio Sanitario, ed è costituito da professionisti provenienti da diverse discipline, medici dedicati esperti in cure palliative, medici di famiglia, infermieri dell’assistenza domiciliare integrata, psicologi, fisiatri, fisioterapisti, logopedista, assistente sociale; contribuiscono all’attività i Servizi Sociali dei Comuni, i volontari della LILT e dell’Associazione Fiorot, e altri professionisti e tecnici attivabili all’occorrenza.

Al Servizio si accede tramite la Centrale Operativa Territoriale (COT) che viene attivata dai Medici di Medicina Generale e dalle Unità operative ospedaliere. Oltre che dei malati di tumore il Nucleo cure palliative si occupa anche di altri malati colpiti da malattie croniche ed evolutive, a partire dalla sclerosi laterale amiotrofica della quale da tre anni si occupa la rete SLA, che coinvolge molte discipline oltre alle cure palliative, in particolare neurologia, fisiatria, pneumologia, anestesia e rianimazione. 

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