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Treni, Pigozzo chiama in causa Zaia: "E' lui il primo ritardatario"

Il consigliere regionale del Pd si scaglia contro la Regione sottolineando la necessità di rivedere il contratto con Trenitalia

VENEZIA "Il perseverare dei guasti e dei ritardi dei treni è un problema di organizzazione e va risolto". Il consigliere regionale del Pd e vicepresidente della commissione Trasporti e Infrastrutture del Consiglio Veneto, Bruno Pigozzo, si scaglia contro la Regione e, prima di tutti, contro lo stesso Governatore Luca Zaia di fronte a un ritardo ferroviario sulla tratta Venezia . portogruaro con un blocco della linea per 40 minuti causato da un guasto. Pigozzo chiama in causa la responsabilità della Regione, controparte di Trenitalia nel contratto di servizio per il trasporto regionale. “E’ comprensibile quando il fermo si rende obbligatorio a causa di incidente (investimento) come avvenuto la scorsa settimana – dice il consigliere riferendosi a un suicidio avvenuto nel Veneziano, a San Donà di Piave -. La frequenza cronica di questi episodi è imputabile a scarsa manutenzione dei mezzi, molti oramai vecchi e non rinnovati per carenza strutturale di risorse”.

Per Pigozzo non è sufficiente che la Regione chieda a Trenitalia il pagamento delle penalità previste dal contratto: “Ciò non servirà ad evitare nuovi guasti e quindi ulteriori disagi – avverte il consigliere - La verità è che quel contratto fa acqua da tutte le parti e va rivisto rapidamente pretendendo garanzie su qualità dei mezzi e standard di manutenzione. Non solo: la Regione Veneto, come già fanno altre, deve decidersi a mettere qualche risorsa propria in più, oltre al fondo nazionale. Zaia dirà che è colpa del governo che non applica i costi standard sulla ripartizione delle risorse: d'accordo, ma quanto si è battuto finora sui tavoli romani per questo obiettivo?”. Per Pigozzo “il presidente Zaia arriva tardi: aveva annunciato lo scorso anno che avrebbe rifatto la gara per offrire ai veneti treni comodi e sicuri. A quanto pare, se tutto va bene, quella gara si chiuderà nel 2018. A questo punto è tutto chiaro – conclude - Il primo ad essere in ritardo è proprio Zaia. Al governo regionale serve un cambio, e non solo di passo”

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