Rivolta dei profughi a Cona, Laura Puppato annuncia mozione e disegno di legge

La senatrice del Partito Democratico: "Chiedo al Ministro Minniti che si cambi: i comuni devono essere obbligati a rispettare il parametro di 2 migranti ogni 1000 abitanti”

TREVISO “Quanto avvenuto nel centro di accoglienza di Cona, dopo i fatti di Volpago, pone ancora una volta l'importanza del tema della qualità dell'accoglienza come prioritaria, una situazione non gestita correttamente infatti, mette in aspra discussione persino il nostro livello di civiltà, obbligandoci ad interrogarci.”. Lo dice preoccupata, ma determinata a risolvere, Laura Puppato, senatrice PD.

“Da troppo tempo ci limitiamo a denunciare come, l'indisponibilità all'accoglienza diffusa da parte di alcuni comuni, metta a repentaglio l'intera qualità della gestione, che è invece il pre-requisito per garantire sicurezza ai residenti italiani come ai migranti, evitando di parcheggiarli per mesi senza un'adeguata scolarizzazione ed esperienzialità. Basta un caso per creare timori e far puntare il dito contro questa immigrazione da gestire con tempi più rapidi e un chiaro programma. Le forti concentrazioni in pochi luoghi, a prescindere dall’onestà dei gestori, non garantiscono né l'una né l'altra delle necessità, si mettono in discussione sia i livelli di integrazione possibile sia le condizioni di vita adeguate e salubri".

"Si dice che non possa essere considerata emergenza questa, ma un fatto sistemico con cui dovremo fare i conti per anni, ebbene questo è un motivo in più per fissare legislativamente regole certe e garanzie per tutti. I comuni italiani  - ha detto la senatrice - sono parte dello Stato, dunque devono essere chiamati a considerare questo fenomeno come una doverosa gestione socio-assistenziale per tempi limitati, a costi caricati sullo Stato, ma con obbligo di condizione e di risultato. Ovvero scolarizzazione per tutti e lavori socialmente utili per gli adulti che possano così restituire almeno in parte il beneficio ottenuto dalla comunità italiana. Purtroppo convenzioni, premialità e buoni propositi vanno bene solo per chi ha sensibilità e senso dello Stato, per gli altri dovrà valere la legge. È il momento di obbligare tutti a partecipare a questo sforzo nazionale pro quota, senza traumi, senza costi".

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“Sul modello dell’accordo ANCI-Ministero dell’Interno, proporrò un pdl che richieda ad ogni amministrazione comunale di ospitare due immigrati ogni 1000 abitanti, è un parametro equo e poco impattante, che garantirà integrazione e sicurezza, garantiremo vantaggi per i comuni che sapranno fare di più e sanzioni per quelli che cercheranno di impedire l’accoglienza diffusa. Nei comuni dove già è adottata questa non solo non ha creato problemi di sicurezza, ma ha visto i richiedenti asilo impegnati in lavori utili al bene comune” ha concluso.

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