Rivolta a Quinto di Treviso: i cittadini bruciano i mobili

Tensione altissima in via Legnago dopo che 101 profughi sono stati sistemati in trenta appartamenti. Sopralluogo del Governatore giovedì mattina

QUINTO DI TREVISO Una vera e propria rivolta quella che hanno messo in atto alcuni cittadini di Quinto di Treviso che già mercoledì avevano inscenato una protesta contro la sistemazione di 101 profughi all’interno di una trentina di appartamenti di due condomini di via Legnago. La notte successiva alcuni residenti sono arrivati ad incendiare dei mobili prelevati all’interno delle abitazioni assegnate ai migranti. Il mattino seguente in strada c'erano materassi accatastati, effetti personali e per l'igiene, televisioni nuove e distrutte. 

Se già mercoledì mattina e pomeriggio era stato necessario l’intervento dei carabinieri per calmare gli animi, la situazione nella notte e il mattino seguenti è peggiorata, tanto che sul posto è presente la celere con un presidio fisso. I profughi, che provenivano da altre zone della provincia, sono stati sistemati a Quinto a seguito di un accordo tra la società immobiliare e la cooperativa che li ha presi in carico. Su decisione della prefettura sono così stati inviati in via Legnago. "Siamo in dittatura" hanno urlato alcuni dei residenti che hanno allestito delle tende e preparato un banchetto all'esterno dei condomini dove hanno trascorso la notte. Ci sono uomini, ma anche donne con i loro figli molto piccoli. "Ci sentiamo impotenti, siamo qui a protestare perchè questo era un quartiere felice, ci conosciamo tutti e siamo sempre stati tranquilli - sbotta una residente -. Lasciavamo i figli scorazzare nella piazzetta. Non abbiamo fatto trent'anni di mutuo per un centro di accoglienza. Loro hanno diritto all'asilo e a un'assistinza ma noi abbiamo diritto alla nostra casa". 

Giovedì mattina sono arrivati sul posto anche alcuni militanti di Forza Nuova e non sono mancati i momenti di agitazione. Insieme a loro i residenti hanno prelevato il cibo destinato ai profughi e lo hanno accumulato vicino a uno striscione specificando di volerlo donare agli sfollati del tornado in Riviera del Brenta. "Abbiamo deciso di prendere i materiali destinati ai profughi e di destinarli alle vittime del maltempo - spiega Giacomo Sirena, responsabile provinciale di Forza Nuova -. Siamo qui senza bandiere per aiutare gli italiani. I clandestini devono essere mandati via e si deve interrompere questa politica folle. Lo stato non può condannare i cittadini a subire questi torti. Con questa politica fatta di buonismo il prefetto sta rovinando gli italiani". 

"Questo presidio va chiuso urgentemente e gli immigrati devono andarsene" ha detto invece il Governatore Luca Zaia durante un sopralluogo giovedì alle 11.30. "Mettere un centinaio di persone che non sanno nulla del Veneto e che non sappiamo chi sono in un condominio accanto a famiglie con bambini piccoli vuol dire non avere assolutamente cognizione di cosa significa - ha aggiunto -. Cercherò di contattare il prefetto e il premier". Sulla questione si è espresso anche il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini che effettuerà un sopralluogo in via Legnago sabato alle 19.30. "Solidarietà alle famiglie - ha detto -. Quello che sta accadendo è intollerabile, via il prefetto se non è in grado di gestire. Questi immigrati devono andare via e sia chiaro, non avalliamo alcun tipo di violenza". Non sono mancati, infatti, nel corso della protesta diversi riferimenti al Prefetto di Treviso, attaccato anche con alcuni cartelloni preparati dagli abitanti. I migranti sono rimasti per tutto il tempo chiusi negli appartamenti a causa di una barriera che ha impedito a chiunque di entrare. 

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