Cronaca

Robot che permette di camminare: dalla fantascienza a Treviso

Pesa 23 chili, si chiama Ekso e si può indossare. Aiuta i pazienti immobili alla riabilitazione. A Motta il primo del Triveneto

MOTTA DI LIVENZA Dalle scene di fantascienza alla realtà clinica di ogni giorno per la riabilitazione dei pazienti. All’ospedale riabilitativo ad alta specializzazione di Motta di Livenza è ora a disposizione dei pazienti un esoscheletro bionico di ultima generazione. Si tratta di un sistema robotizzato indossabile che consente alle persone rese immobili da alcune patologie di alzarsi, camminare e procedere ai percorsi riabilitativi, grazie a motori che sostituiscono la funzione neuromuscolare persa. L’attrezzatura, molto rara in Italia, entra nelle dotazioni dell’Oras del decimo anniversario della fondazione. Anniversario che sarà anche occasione di un convegno il 18 e 19 settembre prossimi a Gorgo al Monticano dal titolo “ORASiamo in Rete”, che guarderà al futuro dei servizi riabilitativi con la partecipazione anche di personalità di rilievo internazionale. La novità è stata presentata venerdì mattina a Treviso da Maria Grazia Carraro e Francesco Rizzardo, rispettivamente presidente e amministratore delegato dell’ORAS di Motta, e da Giorgio Roberti, direttore generale dell’Azienda Ulss 9.

COS’E’ EKSO La nuovissima attrezzatura si chiama Ekso™. Ad oggi in Italia i centri che ne sono dotati sono solo una decina. Quello trevigiano è il primo collaudato nel Triveneto. E’ un esoscheletro di produzione americana di ultima generazione grazie al quale - mediante l’impiego di specifici motori alimentati da batterie che sostituiscono la funzione neuromuscolare persa - i pazienti possono alzarsi e camminare per effettuare la rieducazione alla deambulazione.

I pazienti candidabili alla riabilitazione con questa attrezzatura sono quelli con lesioni midollari o cerebrali,  con postumi da ictus o affetti da paralisi per varie cause. Grazie all’esoscheletro possono: affrontare gli esercizi per il recupero della postura eretta molto più precocemente che con le tecniche tradizionali; apprendere controllare i movimenti in maniera più precisa e corretta; migliorare e anticipare il  ricondizionamento cardiocircolatorio e metabolico, grazie alla possibilità di una maggiore attività fisica nella fase di recupero che  contrasta i danni dovuti alla forzata immobilità. Hanno, inoltre, minore necessità di aiuto fisico da parte del terapista, che a sua volta può meglio controllare la corretta esecuzione del movimento.

Per le sue caratteristiche di maneggevolezza, pur trattandosi di un sistema indossabile dal peso di 23 kg, permette di effettuare la riabilitazione non solo nei locali dedicati come le palestre ma anche in altri contesti (corridoi, giardini, aree ricreative). Non necessita, infatti, di alcun requisito strutturale, conferendo al paziente una certa autonomia nella camminata e nel movimento sotto la supervisione del fisioterapista.

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