Cronaca Roncade

Trentamila litri di carburante irregolari, rinviata a giudizio imprenditrice straniera

Il prodotto energetico era stato scoperto all'interno di un camion fermato a Roncade nell'agosto del 2020. Si sarebbe trattato di gasolio proveniente dalla Polonia e per il quale non erano state pagate le accise

Nell'agosto del 2020 avevano fermato a Roncade un autotrasporto che, secondo le indagini della Procura di Treviso, avrebbe contenuto 30 mila litri di olio pesante come anche di gasolio che era stato introdotto in Italia dalla Polonia senza che però venissero pagate le relative accise. Per questa ragione oggi, 5 luglio, una imprenditrice polacca, legale rappresentante di una ditta estera, è stata rinviata a giudizio. Il processo, in cui deve rispondere dei reati di importazione di materiale energetico di contrabbando, inizierà il 16 giugno del 2025.

Si tratta del primo caso arrivato nelle aule di Tribunale e relativo al trasporto e alla presunta vendita di carburanti. Un filone che nel 2021 portò alla scoperta di un vasto traffico che, partendo da alcune raffinerie dell'est europeo, arrivava nel nostro Paese. Il carburante figurava come solvente o liquido anticorrosivo durante i trasporti e poi, senza pagare le accise, veniva immesso nel mercato nazionale e internazionale come normale gasolio per autotrazione di bassa qualità. Un giro d'affari milionario stroncato dalla Guardia di finanza di Treviso che aveva portato all'arresto in flagranza di reato di due persone e alla denuncia a piede libero di altre 33 (tutti stranieri tranne 4 italiani residenti nelle province di Mantova, Napoli e Catania) per contrabbando e irregolarità nella circolazione di veicoli dedicati al trasporto di prodotti petroliferi sottoposti ad accise.

Nel corso di quella operazione vennero sequestrati beni per 1,7 milioni di euro, otre a conti correnti e quote societarie, 8 motrici, 15 semirimorchi, un distributore clandestino in provincia di Mantova, e 345mila litri di olio minerale. I successivi sviluppi delle indagini avevano consentito di accertare il consumo su tutto il territorio nazionale di un milione 800mila litri di gasolio e l'omesso versamento di accise per un circa milione di euro.

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