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Il luogo dell'incidente e una foto di Salvatore Aprile

Il luogo dell'incidente e una foto di Salvatore Aprile

Schianto all'alba, il padre del 27enne: «Basta, Salvo non era un alcolizzato»

Giuseppe Aprile rivolge una preghiera ai “leoni da tastiera“ che stanno dileggiando sui social la memoria del figlio, morto all'alba del 7 gennaio in un incidente stradale avvenuto a Canton di Silea

«In questo momento di straziante dolore, l’invito che vi porgo è quello di aver rispetto verso un padre ed una famiglia che piange il proprio figlio e che non potrà riabbracciarlo più, Il resto sarà compito degli enti preposti agli accertamenti ed a eventuali indagini». Giuseppe Aprile, padre di Salvatore Aprile, il 27enne morto all'alba del 7 gennaio in un tragico incidente stradale avvenuto a Canton di Silea, rompe il silenzio e difende la memoria del figlio, attaccato in questi giorni dai così detti "leoni da tastiera". Il giovane, al volante della Mini dell'amica 22enne con cui aveva trascorso la serata, non indossava le cinture di sicurezza e non avrebbe potuto essere alla guida del veicolo: la patente di guida gli era stata ritirata ad ottobre nel veneziano, durante un controllo.

Il padre, attraverso una lettera inviata da un amico di famiglia alla nostra redazione, Ivan D'Amore, tiene a precisare che, in questo momento ci si sta soffermando più sull’eventuale abuso di alcol che sulla parte morale e sentimentale nell’aver perso un figlio e che e un giovane a 27 anni non potrà più abbracciare i propri familiari. «Salvo non era un alcolizzato -spiega Giuseppe Aprile- gli amici parlano di lui come un giovane disponibile, gioioso, Pieno di vita e solare. Se emergeranno responsabilità si prenderanno in considerazione con altrettanto senso di responsabilità».

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