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Cronaca Roncade

Per sei anni fa sesso con la figlia piccola, 41enne alla sbarra

La vicenda, che si è svolta a Roncade, ha come protagonista un padre, denunciato quando la ragazza aveva già 17 anni anni

Quando sul finire della scuola superiore i suoi attacchi di panico e gli stati di ansia si sono fatti più marcati la nonna materna, con la quale passava gran parte del tempo dall'epoca della separazione dei genitori, ha cominciato a preoccuparsi seriamente. La verità è uscita da lì a poco: "Papà ha avuto con me rapporti sessuali".

E' questa la storia di una ragazza che, all'età di 17 anni, ha confessato che il padre, un uomo di 41 anni, italiano e residente a Roncade, faceva sesso con lei sin da quando aveva 3 anni e fino ai 10. L'uomo, difeso dagli avvocati Davide Favotto e Alessandra Dalla Libera, rischia il rinvio a giudizio con la terribile accusa di atti sessuali con la figlia minorenne. La prima udienza preliminare, in programma ieri, è stata aggiornata per l'impossibilità dell'imputato a presenziare.

E' nel 2019 che la giovane, nata nel 2003, si confida con la nonna. Sin da piccola aveva accusato attacchi di paura e stati di ansia, che l'avevano condizionata fin dai tempi della scuola dell'infanzia. Lo stato emotivamente fragile della ragazza era continuato negli anni ma si era fatto più acuto nell'ultimo biennio delle superiori. Fino a quando un giorno non si confida con la nonna. «Papà - confessa tra le lacrime - mi tocca nelle parti intime. Ha iniziato a farlo quando ero molto piccola, poi mi diceva che era un gioco ed è andato avanti fino a quando avevo 10 anni, il periodo in cui è nato mio fratello». Subito viene informata la madre (che nel frattempo si è separata del marito per altre ragioni), che convince la figlia a raccontarle i dettagli di quella vicenda terrificante. Poi va dai carabinieri e sporge denuncia.

La ragazza viene quindi sentita dal pubblico ministero Mara De Donà, alla quale racconta che il papà, oltre a toccarla, si sarebbe strusciato il pene su di lei e sui suoi genitali, l'avrebbe baciata sulla bocca e sulle parti intime e le avrebbe anche eiaculato addosso. Il pubblico ministero chiede che la ragazza sia sentita nel corso di un incidente probatorio. La sua sofferenza nel ripercorrere la vicenda traspare tutta dei colloqui che ha con la psicologo e una sua eventuale testimonianza resa nel corso del processo potrebbe essere condizionata dallo stato di coinvolgimento emotivo e dalla soggezione che nutrirebbe nei confronti del padre. Tanto più che, nel corso degli incontri con la terapista, chiede numerose volte se è possibile ritirare la denuncia fatta nei confronti del genitore: è una circostanza decisiva per accogliere la richiesta di incidente probatorio perché porta a pensare ad un intervento del padre nei suoi confronti, teso ad indurla a ritrattare. E nell'esame la ragazza riferisce esattamente quello che aveva già raccontato al pubblico ministero.

La difesa dell'uomo mira invece a dimostrare come le accuse vengano mosse dall'ambiente familiare materno in un contesto caratterizzato dalla forte conflittualità esistente fra i coniugi, che sono sul punto di divorziare. Inoltre gli avvocati Favotto e Dalla Libera rimarcano l'arco temporale intercorso fra i fatti, così come vengono raccontati, e la denuncia.

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