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Alcune suore con la teca a Cordignano

Alcune suore con la teca a Cordignano

Ben 140 rose bianche hanno accompagnato la teca di Santa Bernadette nel vittoriese

«Centoquaranta rose bianche - ha spiegato Loris Meneghel, presidente della Sottosezione Unitalsi di Vittorio Veneto - tante quanti i soci della nostra associazione. Nel gesto abbiamo voluto rappresentare il sentimento di venerazione, d'onore, di filiale affetto di tutti i soci»

VITTORIO VENETO Una composizione floreale composta da 140 rose bianche ha accompagnato la reliquia, un pezzo di una costola, di Santa Bernadette nei suoi quattro giorni di permanenza nella diocesi di Vittorio Veneto, unica tappa in Veneto. «Centoquaranta rose bianche - ha spiegato Loris Meneghel, presidente della Sottosezione Unitalsi di Vittorio Veneto - tante quanti sono i soci della nostra associazione. Nel gesto abbiamo voluto rappresentare il sentimento di venerazione, d’onore, di filiale affetto di tutti i soci».

La presenza della teca contenente il frammento osseo (che solitamente soggiorna nella cripta del santuario di Lourdes) nei paesi di Cordignano, Cavolano e Camolli di Sacile, al duomo di Motta  di Livenza e a Bocca di Strada, è stata custodita dalle sorelle e dai barellieri vittoriesi, con la collaborazione delle religiose della casa di riposo San Pio X di Cordignano e dai parroci, don Claudio Carniel, don Ezio Segat, don Vittorino Battistella, don Walter Gatti. «Abbiamo vissuto un vero e proprio pellegrinaggio, raccogliendo una grande partecipazione di fedeli, provenienti anche da fuori diocesi. Tanti sono stati gli ammalati, i disabili. Abbiamo portato  Santa Bernadette – ha proseguito Meneghel – in cinque chiese di altrettante comunità. In ogni luogo di culto abbiamo avuto un flusso costante. Mi ha colpito la commozione che ha pervaso i credenti, che ha preso noi sorelle e barellieri. Sembrava di essere a Lourdes».

Nello stesso fine settimana, nella Giornata Nazionale dell’Unitalsi, in molte parrocchie della diocesi gli unitalsiani si sono fatti conoscere e hanno offerto l’olio extravergine d’oliva, per raccogliere fondi da destinare ad ammalati e giovani impossibilitati a versare l’intera quota per partecipare al pellegrinaggio diocesano a Lourdes, presieduto da sua eccellenza, in programma dal 25 giugno al 1 luglio. Inoltre, con un  grande lavoro di squadra, hanno preso parte a tutte le cerimonie in onore della piccola veggente francese. Ci sono stati sorelle e barellieri che hanno seguito la reliquia passo dopo passo, dal suo arrivo dalla diocesi di Livorno al suo viaggio fino a Trieste, meta successiva. «Ringrazio - ha aggiunto il presidente dell’Unitalsi di Vittorio Veneto – il vescovo monsignor Corrado Pizziolo, l’assistente spirituale don Walter Gatti, suor Sara, don Claudio Carniel, don Ezio Segat, don Vittorino Battistella, le tante persone che ci hanno aiutato ad organizzare i vari momenti e che hanno collaborato con noi per l’offerta dell’olio extravergine d’oliva. Un grazie speciale alle sorelle e ai barellieri che sono stati generosi, grandi!». Un barelliere ha sottolineato che questi quattro giorni tanto intensi hanno rafforzato il senso di fraternità che anima i componenti dell’Unitalsi vittoriese.

CORDIGNANO  HA PENSATO AI BAMBINI

La teca è arrivata nella chiesa della casa di riposo San Pio X a Cordignano. E si è iniziato con un momento di preghiera dedicato ai bambini. Bernadette Soubirous aveva 14 anni quando le apparve la Madonna Immacolata alla grotta di Massabielle. Padre Francesco Bernardin, anche lui dei Guanelliani (come le suore che gestiscono la casa di riposo), nell’omelia della messa, ha sottolineato il legame fra il fondatore della Congregazione dei Servi della Carità don Luigi Guanella, la casa di riposo di Cordignano e la presenza dell’urna con il frammento osseo di Bernadette Soubirous: «Don Luigi Guanella è il vice patrono dell’Unitalsi, nella casa di riposo c’è una grotta di Lourdes, a suo tempo benedetta dall’ora vescovo Albino Luciani». Don Cludio Carniel al termine dell’adorazione eucaristica ha rivolto l’invito ai presenti perché siano portatori di una santità diffusa.

A CAMOLLI L’ANGELUS

Il parroco don Ezio Segat ha rimarcato come la presenza di Santa Bernadette sia stata una esperienza che ha mosso e ha riempito il cuore di tutti coloro che si sono avvicinati alla teca. «Ho meditato – ha raccontato il sacerdote di origini trichianesi – su come Bernadette fosse una ragazzina piccola, che si è affidata a Maria, così da diventare oggi una delle sante più gradi e conosciute al mondo. Abbiamo pregato per tante necessità e nella messa prefestiva a Camolli abbiamo ricordato anche il vescovo Alfredo Magarotto, che poco tempo fa ha compiuto novant’anni». Fra gli altri momenti, vanno ricordati la messa solenne co celebrata da don Graziano De Nardo (parroco di Sacile e referente dell’Unità Pastorale), la recita dell’Angelus a Cavolano e la processione aux flaumbeaux a Camolli.

A MOTTA DI LIVENZA UN BATTESIMO

La preghiera a Maria per il battesimo di un bambino è stata recitata a Motta di Livenza, davanti a santa Bernadetta. E’ questo uno dei momenti più commoventi della permanenza della speciale ospite nel duomo della città. E’ qui inoltre che il vescovo, monsignor Corrado Pizziolo, ha voluto unirsi alla preghiera nella recita del rosario pomeridiano. L’aspetto particolare è che il pastore si è posto in mezzo ai fedeli per condividere il sentimento comune di devozione alla Madonna. I primi contatti con la diocesi di Vittorio Veneto per la possibile visita di santa Bernadetta erano intercorsi proprio con monsignor Pizziolo il quale aveva ricevuto da Lourdes una telefonata con la proposta che la sua fosse una delle diciotto diocesi italiane ospitanti.

A BOCCA DI STRADA LA PARTENZA

Al mattino presto, prima di andare al lavoro, c’è chi ha voluto sostare davanti alla reliquia di santa Bernadetta. E’ qui che si è chiuso il suo pellegrinaggio vittoriese ed è sempre qui che i tre cappellani della Grotta, don Adriano Bazzo, don Walter Gatti e don Brunone De Toffol, insieme a don Adriano Zanette, hanno concelebrato la messa. Nell’omelia, don Adriano Bazzo, ha sottolineato come la Madonna e Bernadetta siano le vie che portano a Gesù Cristo. Questo aspetto, con diverse sfaccettature, era stato peraltro ribadito anche dagli altri sacerdoti nei giorni precedenti. Bernadette, hanno detto a più voce i sacerdoti, è venuta ad incontrarci ed ora noi siamo invitati a ricambiare la sua visita, recandosi a Lourdes con il pellegrinaggio diocesano dell’Unitalsi che partirà da Conegliano il 25 aprile prossimo.

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