Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Spaccio di cocaina, cinque arresti: braccialetto elettronico per un trevigiano

Indagine "Belua" dei carabinieri di Sacile sullo smercio di polvere bianca tra le province di Pordenone, Treviso, Udine e Venezia. Nella Marca il referente della banda era Maurizio Moras, 42 anni, di Gaiarine. Altre due persone denunciate e una quarantina di clienti segnalati come assuntori

L'operazione è stata condotta dai carabinieri di Sacile

Una rete di spaccio di cocaina estesa tra le province di Pordenone, Treviso, Udine e Venezia. A portarla alla luce e a sgominarla sono stati i carabinieri della Compagnia di Sacile, coordinati dal sostituto procuratore Federico Baldo, nell'inchiesta denominata "Belua". Cinque le persone arrestate tra il 5 ed il 6 di settembra su ordinanza del gip del tribunale di Pordenone, Rodolfo Piccin. In carcere un 46enne di Sacile, Andrea Chiaradia, detto "Bestia" (da cui il nome in latino dell’operazione) e considerato il capo dell'organizzazione. Sottoposti alla misura del braccialetto elettronico un 32enne di Sacile, Ivan Fachin, un 35enne nigeriano ma residente a Padova, Jerry Bijor, e un 42enne di Gaiarine, Maurizio Moras, il referente dell'organizzazione nella Marca. Per una 33enne di Maniago, Serena Valerio, fissato il semplice obbligo di firma. La donna è stata rintracciata all’aeroporto di Venezia mentre era in procinto di imbarcarsi per la Francia e sfuggire alla giustizia. Almeno una quarantina i clienti che si rifornivano dalla banda (tutti di eta’ compresa tra 30 e 56 anni) e che saranno ora segnalati alle Prefetture di residenza per provvedimenti di sospensione di patenti di guida, documenti e porto d’armi. La banda "trattava" cocaina ed eroina ma anche marijuana).

Figura di spicco della banda è considerato Andrea Chiaradia, capace di gestire ed organizzare un’articolata rete di spaccio ad una folta clientela. L'uomo amministrava gli stupefacenti, individuava i fornitori prevalentemente extracomunitari di Mestre e Conegliano (in particolare il cittadino nigeriano è ritenuto il punto di riferimento per l’acquisto all’ingrosso nelle stazioni) con i quali negoziava il prezzo di acquisto in base ai quantitativi. Moras era impiegato prevalentemente come braccio esecutivo ed era regolarmente stipendiato per la consegna delle dosi agli acquirenti, dai quali accettava anche bonifici bancari per il pagamento. Ivan Fachin era solitamente incaricato di acquistare droghe mentre Serena Valerio era il corriere della banda. Questa piccola impresa dello spaccio "fatturava" almeno duemila euro alla settimana.

Nomi convenzionali e prezzi delle sostanze

La marijuana era detta “verdura” veniva venduta a 8/10 € al grammo, occultata all’interno di siepi ed arbusti presenti lungo le pubbliche vie; per facilitare gli acquirenti nell’individuare il luogo ove prelevare le sostanze viene collocato a terra un pacchetto di sigarette. La cocaina detta bianca, nera, birra, di buona qualita’, viene ceduta a circa 80€ al grammo. gli indagati provvedono personalmente a confezionare e frazionare le dosi: tutte quelle seguestrate presentano lo stesso sistema rudimentale di chiusura mediante applicazione di nastrino rosso con anima in metallo ed involucro di plastica rosa.

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