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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Salgareda

Schianto mortale a Salgareda, chiesto il processo per il guidatore

Per Patrik Angeli, 23 anni di Musile di Piave, è stato richiesto il rinvio a giudizio con l'accusa omicidio stradale, lesioni stradali e guida in stato di ebbrezza. L'incidente era avvenuto il 18 ottobre del 2020

Dovrà rispondere di omicidio stradale, lesioni stradali e guida in stato di ebbrezza Patrik Angeli, 23 anni di Musile di Piave, il giovane che, a seguito di un incidente stradale, avrebbe causato la morte del 22enne Nicolò Minello, di 22 anni, residente a Noventa di Piave (Venezia), e il ferimento di altri tre giovani passeggeri. 

Il dramma si è consumato a Salgareda il 18 ottobre 2020, poco prima delle 23. I cinque amici e quasi coetanei, tutti residenti tra Noventa, Musile di Piave e Meolo, avevano trascorso la serata in una pizzeria di Piavon di Oderzo e stavano rientrando a casa quando Angeli, percorrendo via Pizzocchera a bordo della sua Bmw 320, nell’affrontare una curva secca a sinistra ha perso il controllo dell’auto che è finita nel fossato laterale ribaltandosi, dopo aver travolto vari arbusti sul ciglio della strada. Il conducente se l’è cavata con ferite lievi ma ai quattro trasportati è andata molto peggio: tre di loro sono stati trasportati all’ospedale Ca’ Foncello con traumi pesanti, due in terapia intensiva in prognosi riservata, mentre purtroppo per Nicolò, che era seduto sul sedile posteriore come i due amici ricoverati in rianimazione, non c’è stato nulla da fare: è deceduto praticamente sul colpo per i gravi politraumi riportati.

Angeli era stato subito indagato per omicidio stradale. Il pubblico ministero aveva affidato a un proprio consulente tecnico, il perito Francesco Sottana, l’incarico di ricostruire la dinamica e le responsabilità dello schianto. Alle operazioni peritali ha partecipato anche l’ingegnere Pierluigi Zamuner quale consulente tecnico di parte della famiglia Minello.

Il Ctu ha concluso che la causa tecnica dell’evento «va ricercata nell’eccesso di velocità (stimata in oltre 70 chilomtri all'ora) con cui venne affrontata la curva e nell’incapacità del conducente di mantenere il veicolo all’interno della carreggiata», aggiungendo che «l’incapacità della guida può essere correlata allo stato di alterazione psicofisico con eccesso di livello alcolico sanzionato» e ribadendo che «l’unica ed esclusiva causa dell’evento è da rilevare nella condotta dell’indagato». 

Al termine dell’inchiesta, il 29 novembre scorso, il pm ha chiesto il processo per il conducente della Bmw, «per essersi posto alla guida dell’auto in stato di ebbrezza alcolica con quattro passeggeri a bordo» e per «non aver regolato la velocità in un tratto di strada conformato da curva volgente a sinistra, con visuale preclusa e in ore notturne, non essendo in grado di conservare il controllo del proprio veicolo e di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, fuoriuscendo dalla sede stradale e ribaltandosi», con tragiche conseguenze.

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