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Una patttuglia della polizia locale

Una patttuglia della polizia locale

Assunto da un'azienda trevigiana grazie ad un documento falso: arrestato

In cella un moldavo di 32 anni fermato nel corso di un controllo ad un posto di blocco della polizia locale di San Biagio di Callalta: aveva esibito l’autocertificazione con cui dichiarava di muoversi per motivi di lavoro, mostrando anche i documenti dell’assunzione

Giorni di intenso lavoro per gli agenti del corpo intercomunale di Polizia locale di San Biagio di Callalta, Monastier e Zenson di Piave impegnati sul territorio per far rispettare le misure imposte dalla fascia rossa. I controlli hanno portato al fermo di 5 extracomunitari privi di documenti d’identità e all’arresto di un cittadino moldavo che circolava con carta d’identità falsa. Quest’ultimo, fermato nel corso di un posto di blocco, ha esibito l’autocertificazione con cui dichiarava di muoversi per motivi di lavoro, mostrando anche i documenti dell’assunzione. Da una verifica più attenta dei documenti, la polizia locale ha riscontrato però che la carta d’identità rumena era contraffatta. Quindi U.V., 32 anni, è stato sottoposto ad arresto ai sensi dell’articolo 479 bis del codice penale, perché trovato in possesso di documento per l’espatrio falso. 

Trattenuto in cella presso il comando di polizia locale a San Biagio di Callalta fino al processo per direttissima del giorno seguente, al termine del quale veniva convalidato l’arresto. Gli agenti hanno quindi provveduto ad accompagnarlo in Questura a Treviso per il procedimento di espulsione.  Da segnalare che sulla base del documento rumeno (paese comunitario) era stato assunto in regola da un’impresa di Treviso. 

A Monastier è avvenuto invece l’altro controllo che ha interessato cinque ragazzi fermi a bivaccare in centro. Tutti sono risultati privi di documenti d'identità e hanno dichiarato agli agenti di essere cittadini afghani, riferendo di essere arrivati a piedi dopo un lungo viaggio dall’Est Europa. Accompagnati presso la sede del comando a San Biagio di Callalta, dopo i rilievi fotosegnaletici, in accordo con la Prefettura, sono stati temporaneamente accolti come richiedenti asilo presso una struttura a Treviso. 

«Ringrazio i miei agenti perché in un momento così difficile, oltre al lavoro ordinario, assicurano un supplemento di impegno nel far rispettare le restrizioni per il contenimento della diffusione della pandemia, contribuendo così a rendere più sicuro il nostro territorio» conclude il comandante Barbara Ciambotti.

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