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Silvano Maritan non parla: "Io aggredito". Prima aveva avuto un faccia a faccia con la ex

L'ex boss non risponde davanti al pm. Potrebbe essergli contestata la premeditazione. Il sindaco Andrea Cereser: "Perché uno come lui era libero di girare in centro con un coltello?"

SAN DONA' DI PIAVE Si è avvalso della facoltà di non rispondere Silvano Maritan, l'ex boss della Mala del Brenta arrestato in flagranza per omicidio domenica sera. A perdere la vita è stato Alessandro Lovisetto, 53enne della città del Piave con alle spalle alcuni precedenti per rapina. Fatale una ferita al collo sferrata con un coltello a serramanico, simile a quelli svizzeri. Con cacciavite e lama. L'interrogatorio di garanzia davanti al giudice sarà con ogni probabilità mercoledì. Secondo Maritan sarebbe stato Lovisetto ad aggredirlo per primo, trovandoselo alle spalle vicino al Caffé Letterario di piazza Indipendenza. Avrebbe perso gli occhiali a terra nella colluttazione e quel coltello sarebbe stato estratto per difendersi. Nel parapiglia, poi, la tragedia. Il 69enne però sarebbe stato visto minacciare di morte la vittima: "Te copo", avrebbe detto ad alta voce. Più volte. Gli accertamenti sulla dinamica dell'accaduto sono ancora in corso. Fatto sta che più che un delitto di gelosia si profila all'orizzonte la possibilità di trovarsi di fronte a una specie di delitto d'onore nei confronti di chi aveva osato intrecciare una relazione con l'ex compagna del boss del Veneto orientale.

All'inizio, infatti, l'appuntamento è tra la donna e l'arrestato. C'è la promessa di chiarire alcune questioni, dopo il ritorno di Maritan a San Donà in libertà vigilata. Dopodichè la signora si allontana e raggiunge il fidanzato, che a sua volta dichiara di voler far luce faccia a faccia sulla vicenda: "Ci parlo io", più o meno le sue parole. In questo senso le due versioni potrebbero anche combaciare: l'incontro tra i due potrebbe non essere stato effettivamente programmato, e Maritan potrebbe anche essersi trovato alle spalle la futura vittima all'improvviso. Il magistrato e le forze dell'ordine contesteranno però la premeditazione dell'omicidio: ci sarebbero state le minacce di morte e c'era soprattutto il coltello. La controparte punterà invece su una possibile difesa di fronte a un'aggressione improvvisa: il coltello non è ancora chiaro chi lo avesse all'inizio in mano (anche se testimoni oculari puntano il dito contro Maritan) e nel parapiglia sarebbe potuto partire un fendente non intenzionale. Spetterà al giudice decidere.

Omicidio di San Donà, indagini su Maritan 14 novembre 2016
Intanto il sindaco Andrea Cereser si dice perplesso per il fatto che Maritan fosse in libertà vigilata: "Viene spontaneo chiedersi come fosse possibile che una persona con la storia di Silvano Maritan potesse muoversi liberamente nel centro della città, armato di un coltello, soprattutto alla luce di recenti e inquietanti avvisaglie - dichiara il primo cittadino – Nel luglio scorso era stato nuovamente arrestato proprio per minacce a una ex convivente. Poi, meno di due mesi fa, la nostra polizia locale l'ha segnalato alle altre forze dell’ordine per un’infrazione. Notizie che non hanno impedito a Maritan, domenica sera, di girare libero nel centro città. Evidentemente c’è un sistema giustizia da ripensare. Qualcuno ha detto che era un finale già scritto – conclude Cereser – È sicuramente il terribile epilogo di una vicenda, umana e criminale, che sembra riemergere da un lontano passato".

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