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Cronaca San Fior

Precipita per 130 metri dal Monte Sperone, morto un escursionista 69enne

L'uomo, residente a San Fior, sarebbe ruzzolato per oltre 130 lungo il sentire che porta alla vetta. Il suo corpo è stato trovato adagiato ad alcuni alberi

Si sono concluse poco prima di mezzogiorno di oggi, 3 settembre, le operazioni di recupero del corpo senza vita di un escursionista, precipitato ieri dalla cresta del Monte Sperone. L'uomo è un 69enne, Maurizio Raccanello, residente a San Fior. Questa notte attorno all'una e trenta era stato attivato il Soccorso alpino di Belluno, a seguito della chiamata del figlio della vittima che non rientrata ieri da una camminata in zona Croce di Susin, Monte Sperone, nella zona di Sospirolo, e la cui auto era stata rinvenuta ancora parcheggiata in località Staul del Doro. 

L'ultimo messaggio in cui diceva che tutto andava bene era arrivato ieri verso le 12.20. Poi più nulla: il cellulare infatti, nelle ore successive, era risultato libero senza risposta per poi smettere di suonare. Una squadra di soccorritori - sul posto presenti i Vigili del fuoco - è salita nella notte fino al Col del Dof, posto a metà tra Croce di Susin e Monte Sperone, e, non notando tracce recenti di passaggio in direzione Croce di Susin, ha proseguito fino alla cima del Col del Dof, per poi scendere il versante opposto e prendere la normale al Monte Sperone per andare a controllare il libro di vetta. Lungo il percorso i soccorritori hanno controllato i canali verso la Valle del Mis, finché sul filo di cresta non hanno trovato una racchetta abbandonata sul sentiero.

Appurato Raccanello le avesse con sé la squadra si è calata per una sessantina di metri, trovando segni di scivolamento e rami rotti. Risaliti sul sentiero, mentre un volontario restava nel punto sulla verticale, altri due tornavano indietro per poi arrivare alla base della parete dello Sperone e da lì percorrere le rampe erbose di traverso verso l'alto. Così, avanzati di 200 metri, i soccorritori hanno individuato il corpo senza vita dell'uomo, ruzzolato dal sentiero per circa 130 metri, appoggiato addosso a un cespuglio di alberi.

L'intervento di recupero della salma-2

Data la presenza della fitta vegetazione, poiché le eliambulanza erano impegnate in altre missioni, non appena la nebbia lo ha permesso, l'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, ha sbarcato un tecnico provvisto di motosega, per liberare un varco tra gli alberi e facilitare il recupero, e trasportato sul sentiero soprastante una seconda squadra e due Vigili del fuoco, per attrezzare la calata del soccorritore e di supporto alle operazioni. 

Pulita la zona del recupero, la salma è stata imbarellata e spostata utilizzando un gancio baricentrico di 50 metri, per essere lasciata a Sospirolo e affidata al carro funebre e ai Carabinieri. I soccorritori sul sentiero sono stati imbarcati e portati a valle, mentre i tre ancora in parete sono scesi autonomamente. 

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