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Cronaca San Fior

Al volante senza patente schianta l'auto con il bottino di un furto, 26enne a processo

Anita Braidich, un 26enne di origine rom, è accusata dell'omicidio stradale di Severina Sever, 32 anni, la complice che era con lei a bordo di una Smart finita in un frontale contro un camion l'8 agosto del 2020. L'imputata è accusata anche di furto: dentro il veicolo è stata ritrovata la refurtiva di un "colpo" effettuato poco prima della tragedia

Era la tarda mattinata del 8 agosto del 2020 quando una smart con a bordo due donne era finita per scontrarsi frontalmente contro un camion frigo Mann, che trasportava frutta, proveniente dall'opposta direzione di marcia. Nell'incidente, avvenuto lungo la Pontebbana a Castello di Roganzuolo (una frazione del comune di San Fior) aveva perso la vita Severina Sever, 32 anni, mamma di tre figli originaria della Croazia ma residente con la famiglia in un campo nomadi nel Comune di Portogruaro. La donna che invece era al volante della Smart era la 26enne Anita Braidich, rimasta gravemente ferita. Anche lei di origine rom guidava senza aver mai conseguito la patente.

Ma in quell'incidente, che aveva coinvolto senza conseguenze anche il 53enne autista del camion, originariamente indagato per omicidio stradale, si era scoperto che la 26enne e la 32enne avevano nell'auto un sacchetto con dentro diverse banconote, dei gioielli, oggetti preziosi e arnesi da scasso, probabilmente usati durante alcuni furti in zona. Oggi 20 maggio è cominciato il processo alla Braidich, accusata di omicidio stradale e furto. Il procedimento, in cui l'imputata é difesa dall'avvocato romano Nicola Caricaterra, è stato aggiornato al prossimo novembre.

Lo schianto era avvenuto nei pressi del distributore di carburante Eni di via Nazionale. La Smart avrebbe invaso l'opposta corsia di marcia per sorpassare un mezzo pesante di un'azienda di Bergamo, condotto da un 36enne, che avrebbe svoltato a destra per entrare nella stazione di servizio. La piccola Smart, andata semidistrutta, aveva terminato la sua corsa su un fianco. Per liberare le due donne dalle lamiere era stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco di Conegliano che successivamente avevano affidato le ferite alle cure di medici e infermieri del Suem 118.

Le condizioni della 32enne erano apparse fin da subito disperate: trasportata in elicottero al pronto soccorso del Ca' Foncello di Treviso, il cuore della donna smise di battere poco dopo il ricovero. Gli agenti della Polizia intervenuti sul luogo dell'incidente avevano ritrovato all'interno della Smart quella che si presume fosse la refurtiva di un colpo messo a segno poco prima.

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