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Lunedì, 22 Aprile 2024
Cronaca San Vendemiano

Guida in stato d'ebbrezza, assolto con formula piena Andrea Dan

L'uomo, presidente "Manuela per la Sicurezza stradale", l'associazione intitolata alla memoria della figlia, morta a sei anni il 6 febbraio del 1998 a Codognè in un incidente e che si batte da sempre in favore della sicurezza stradale, era accusato di essersi messo, il 23 ottobre del 2018, al volante della sua Bmw da ubriaco e di aver simulato di essere solo un passeggero

Alla fine più di tutte avrebbe contato la testimonianza di un vigile del fuoco, quella di un poliziotto e di un testimone oculare che hanno detto al giudice che si sarebbe trovato riverso sul sedile del passeggero, in stato di semi incoscienza. Il marocchino, che sarebbe stato alla guida, chiamato a testimoniare non si è invece presentato a processo, risultando irreperibile per quanto convocato con un accompagnamento coatto. Finisce così, con un assoluzione piena, il processo ad Andrea Dan, presidente di "Manuela per la Sicurezza stradale", l'associazione intitolata alla memoria della figlia, morta a sei anni il 6 febbraio del 1998 a Codognè in un incidente e che si batte da sempre in favore della sicurezza stradale.

L'uomo era accusato di guida in stato d'ebbrezza. Il 23 ottobre del 2018 Dan si sarebbe trovato, come passeggero, all'interno della sua Bmw che aveva alla guida un giovane magrebino, che alcune ore dopo lo schianto si è presentato in pronto soccorso all'ospedale di Conegliano con le ferite provocate dall’incidente e che sarebbe stato denunciato da Dan per violenza privata, sequestro di persona e omissione di soccorso. La macchina sarebbe sbandata affrontando una curva a S. Vendemmiano, finendo due volte volte fuori strada prima di terminare la sua corsa contro un muretto. Vigili del Fuoco e sanitari del Suem trovarono Dan all'interno della sua Bmw X3, finita fuori strada a S. Vendemmiano, incosciente e seduto sul sedile che ospita il passeggero, mentre al volante dell'auto non c'era nessuno. Gli accertamenti alcolemici effettiati in ospedale avevano rilevato un tasso 1,08 grammi per litro di sangue a fronte del limite di legge di 0,5. Così, presumendo che al volante ci fosse lui, erano scattati il ritiro della patente e la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Secondo l'uomo, però, alla guida del veicolo c'era un altro.

«Quel giovane, che conoscevo, si trovava a casa mia con altre persone, poi siamo usciti insieme in auto» disse Dan. «Di quel giorno - rincarò poi la dose - io ricordo di essere stato a casa, sul mio divano, e di essermi svegliato mentre mi facevano la tac in ospedale. Non ho guidato io la mia auto, non ci sono nemmeno salito di mia volontà». Ma secondo il pubblico ministero Davide Romanelli l'uomo sarebbe stato il guidatore e solo in un secondo momento si sarebbe seduto sul sedile accanto. A provarlo ci sarebbero state, secondo la Procura, le tracce del suo sangue rinvenute sul volante, quando invece il ragazzo (che sentito dagli inquirenti confermò che Dan era alla guida) non avrebbe subito delle lesioni da ferita. Particolarmente rilevante ai fini del processo la deposizione di un uomo che assistette allo schianto, secondo cui Dan non si sarebbe mosso all'interno dell'auto dopo l'incidente.

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