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Cronaca Vedelago

Scavi abusivi di ghiaia, sanzione scende da 91mila a 24mila euro

Dopo il ricorso mosso da una ditta di escavazioni di Vedelago nei confronti della Provincia, l'ente ritocca al ribasso la multa

Sconto nella sanzione comminata dalla Provincia di Treviso ai cavatori non autorizzati scoperti a Vedelago.

Con una delibera del 15 gennaio scorso l'ente, dopo una serie di verifiche, aveva emesso un'ordinanza ingiuntiva nei confronti di una ditta di escavazione di Vedelago, che secondo i tecnici provinciali avrebbe effettuato escavazioni abusive rispetto a quelle concesse.

In un primo momento la sanzione prevista ammontava a 91mila euro, che però con una nuova delibera del 24 giugno è stata ridimensionata a 24mila euro dopo che l'azienda ha mosso ricorso e si era poi detta disponibile a pagare una multa, a patto che fosse ricalcolato il quantitativo di ghiaia scavato abusivamente che, secondo la ditta, sarebbe stato di molto inferiore a quanto stimato dalla Provincia.

"Questo sconto è l’ennesimo regalo che la Provincia di Treviso elargisce ai cavatori - commenta l’eurodeputato Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo - Anche di fronte ad una palese violazione, questa lobby riesce a farla franca. Nella delibera si legge che non si contano i metri cubi scavati asserendo che sono stati ricollocati nella stessa cava e non asportati. Ma visto che gli scavi sono sotto la falda, nessuno può controllare. Allora mi chiedo se siamo sicuri che il materiale collocato sia ghiaia e non altro materiale? È quanto meno strano che si scavi abusivamente per collocare la ghiaia nella stessa cava".

Nell’accordo di transazione si legge che “con l’ausilio del tecnico dell’Ufficio Cave si è rilevato che la determinazione esatta dell’entità dello scavo abusivo è particolarmente complessa, in considerazione della localizzazione subacquea dello scavo e della asserita presenza di cumuli di materiale asportati dalla sezione di progetto ma collocati comunque sul fondo cava e non asportati”.

In una nota Zanoni ricorda però come nel 2010 la Provincia di Treviso abbia speso 69mila euro per effettuare un’indagine morfo-batimetrica sui bacini estrattivi sotto falda, ovvero sulle cave che estraggono la ghiaia sotto l’acqua di falda: "In quell’occasione la Provincia era riuscita a quantificare al millimetro gli scavi sotto la falda e ora scende a patti asserendo di non essere in grado di quantificare l’escavazione abusiva? Non dimentichiamo - conclude l'eurodeputato - che a distanza di oltre due anni non è ancora stata identificata la natura dei materiali depositati sotto la falda acquifera della cava Morganella tra i comuni trevigiani di Paese e Ponzano Veneto in totale spregio della Direttiva Acque".

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