Cade dallo slittino, batte la testa e muore in ospedale a 19 anni

Fino ai 12 anni la ragazza ha vissuto con i genitori a Motta di Livenza, dove frequentava la scuola e giocava nella squadra di volley di Meduna di Livenza. Poi il trasferimento nel pordenese

Liliana Hryniuk, foto da Facebook

Non ce l’ha fatta la 19enne Liliana Hryniuk, pordenonese di origini ucraine, morta all’ospedale di Udine dopo due giorni di agonia in seguito alla gravi conseguenze rimediate in un incidente avvenuto a Sauris nel tardo pomeriggio di domenica primo dicembre. La ragazza, che lavorava la scorsa estate nel centro carnico, ha riportato un trauma cranico dopo essere caduta sulla neve dallo slittino, provocandosi ferite gravissime. L’incidente si era verificato verso le 19 di domenica: dopo l'incidente la ragazza da Sauris è stata ricoverata a Tolmezzo e poi trasferita nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Udine.

Fino ai 12 anni la ragazza ha vissuto con i genitori a Motta di Livenza, dove frequentava la scuola e giocava nella squadra di minivolley di Meduna di Livenza. Poi il trasferimento nel pordenese dove aveva frequentato l'istituto "Zanussi", fino al diploma conseguito lo scorso anno.

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«Come un fulmine a ciel sereno lunedì 2 dicembre ci è giunta una notizia drammatica -si legge sul sito dell'istituto "Zanussi"- Una nostra allieva, diplomatasi in luglio c.a., Liliana Hryniuk era rovinosamente caduta a terra ed era stata ricoverata in rianimazione all’Ospedale civile di Udine. Purtroppo Liliana non ha superato la notte ed è deceduta. Morire a 19 anni è qualcosa di inenarrabile, non ci sono parole. Lo sconcerto è palpabile, siamo tutti basiti, ammutoliti. Non si può morire a 19 anni, eppure è accaduto ed è accaduto ad una nostra ragazza che tutti noi abbiamo conosciuto ed accompagnato in questi cinque anni di scuola. Ci stringiamo attorno alla famiglia, ai parenti e agli amici che l’hanno amata. Per tutti noi una riflessione. Non riguarda la parvità del tempo e la cecità del fato, riguarda l’uso che noi facciamo del tempo messoci a disposizione. Breve o lunga che sia la vita tutti siamo chiamati a viverla intensamente, senza sprecare i giorni, senza cattiverie inutili, senza tentare di raggiungere futili e vacui traguardi. Siamo chiamati a un diuturno impegno per migliorarci, per costruire belle relazioni, per implementare il benessere di tutti, per ricercare la verità. Se mai perseguiremo tutto ciò allora sì la nostra vita, breve o lunga, avrà pienezza di senso e di significato, qualunque siano le nostre appartenenze e il nostro credo. Un’ultima annotazione. Appena saputa la notizia diversi allievi, amici di Liliana, si sono immediatamente recati presso l’Ospedale per visitarla, per avere notizie certe, per essere vicini alla mamma. Siamo stati costantemente aggiornati sulle sue condizioni, sino all’esito finale. Questi ragazzi e ragazze hanno dimostrato una coralità di sentimenti, di affetti, di tenerezza encomiabili. Un memento per Liliana».

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