Crisi: dipendenti Panto proclamano sciopero a oltranza

120 dipendenti della storica azienda Panto di San Biagio di Callalta hanno dato vita a un presidio spontaneo a oltranza davanti alla ditta. All'origine dello sciopero la mancanza di risposte circa il futuro dell'azienda

Retribuzioni non pagate, buio sul piano di rilancio industriale: i 120 dipendenti dell'azienda di serramenti "Panto Spa", di San Biagio di Callalta, hanno proclamato oggi uno sciopero immediato e a oltranza.

La decisione è stata presa da lavoratori e sindacati al termine di un incontro con l'amministratore delegato dell'azienda, Pierluigi Franchin, secondo le organizzazioni sindacali inconcludente.

Durante l'assemblea Franchin non avrebbe dato risposta alle istanze urgenti dei dipendenti, in particolare le mancate retribuzioni per tre mensilità e di metà della tredicesima e l'assenza di indicazioni su un piano di rilancio industriale, la cui illustrazione sarebbe stata promessa prima della pausa estiva.

“Lo scorso luglio – sottolinea Francesco Orrù, segretario generale della Filca Cisl di Treviso – abbiamo incontrato la proprietà dell’azienda: in quell’occasione, aveva assicurato che avrebbe rifinanziato l’impresa entro la fine di luglio. Questa mattina, nel corso dell’incontro formale con l’amministratore delegato della Panto, le parti sindacali hanno chiesto notizia sugli arretrati e sul piano industriale per rilanciare l’azienda, ma non ci è stata data nessuna risposta. Di fatto, le promesse fatte dalla proprietà non sono state mantenute”.

Di qui la decisione unanime dei lavoratori di portare avanti lo sciopero a oltranza, con presenza in azienda in assemblea permanente. Il presidio, oggi terminerà alle 17, pre riprendere domani mattina alle 8 e così nei giorni seguenti.

“Siamo pronti - prosegue Orrù - a interrompere lo sciopero non appena arriveranno risposte concrete e accettabili sul futuro dei lavoratori e dell’impresa stessa. E siamo seriamente preoccupati per i lavoratori, per le loro famiglie, per l’indotto e per il territorio. I lavoratori, dall’inizio dell’anno fino ad oggi, hanno dimostrato la massima disponibilità perché hanno continuato a lavorare anche se non venivano pagati: hanno dato dimostrazione di grande attaccamento all’azienda, il cui fatturato è passato dai 13 milioni del 2011 agli 8/9 milioni con cui chiuderà il 2012. Ma dopo tre mesi di lavoro gratis, molti non sanno più come pagare il mutuo né hanno i soldi per la benzina per raggiungere la sede di lavoro. La Filca Cisl sta con i lavoratori: non li lasceremo soli finché questa vicenda non si chiuderà positivamente”.

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