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Electrolux, operai in corteo sulla Pontebbana contro il taglio agli stipendi

Non si è fatta attendere la reazione dei dipendenti di Susegana e Porcia (PN), dopo l'annuncio di lunedì. La multinazionale svedese ha proposto di rivedere al ribasso le paghe per ridurre il costo del lavoro e non chiudere

Gli operai della Electrolux hanno invaso la Pontebbana, martedì mattina, marciando dritti verso il centro della città. La reazione alla proposta della multinazionale svedese di tagliare gli stipendi per non chiudere gli stabilimenti italiani non si è fatta attendere.

I lavoratori dei poli di Susegana e Porcia (PN) si sono riuniti all'alba nelle rispettive fabbriche, per poi scendere, intorno alle 8, in strada e manifestare il loro dissenso all'aut aut dato da Electrolux. I due gruppi sono diretti uno verso il centro di Conegliano, per manifestare in piazza Cima, e l'altro verso quello di Pordenone.

L'assemblea degli operai ha inoltre votato un ordine del giorno che chiede al presidente del Consiglio, Enrico Letta, di convocare un tavolo sulla vertenza e che prevede una manifestazione sotto Palazzo Chigi.

Lunedì Electrolux aveva proposto di adeguare il costo del lavoro negli stabilimenti italiani a quello, più economico, della Polonia. L'alternativa è quella di trasferire la produzione in Ungheria. Secondo quanto riferito dai sindacati, l'azienda avrebbe parlato di tagli di 500 euro a lavoratore.

Cifra ridimensionata da Electrolux, che ha precisato che si tratterebbe di una riduzione di tre euro l'ora, equivalente all'8% (circa 130 euro al mese). La proposta della multinazionale del freddo prevede in alternativa, secondo quanto riferito dall'azienda, un congelamento per tre anni degli incrementi del contratto collettivo nazionale del lavoro e degli scatti di anzianità.

A pesare sugli introiti dei dipendenti, però, sarebbe soprattutto l'avvio del tempo parziale di sei ore, che insieme al ridimensionamento della paga oraria, ridurrebbe lo stipendio a circa 700 euro al mese, insufficienti per vivere.

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