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Electrolux, 461 a casa, lavoratori ormai verso lo sciopero

I sindacati hanno deciso di indire un pacchetto di scioperi da consumarsi entro il 20 novembre. Il primo potrebbe essere martedì

Al termine dell'assemblea convocata martedì mattina dalle organizzazioni sindacali nella sede Electrolux di Susegana è statio reso noto che "i lavoratori saranno invitati ad occupare la carreggiata della strada statale n.13 'Pontebbana'". Lo si apprende da fonti delle Rappresentanze sindacali interne (Rsu). L'iniziativa rientra in uno sciopero di tre ore, compreso in un pacchetto di 16 ore da oggi a metà novembre, deciso ieri dalle organizzazioni sindacali al termine di un incontro con i vertici della multinazionale svedese. La proprietà aveva infatti poco prima descritto un piano di esuberi per tre dei quattro stabilimenti nazionali (Susegana, Porcia, in Friuli Venezia Giulia, e Solaro, in Lombardia) per 261 unità, alle quali si aggiungono circa 200 elementi amministrativi. Susegana sarebbe toccata da una riduzione di forza produttiva corrispondente a 140 addetti, ai quali vanno aggiunti altri 250 esuberi riferibili ad un precedente piano di ristrutturazione, il tutto su una base oggi operativa di circa 1200 dipendenti.

Sono 461 gli esuberi dichiarati dai vertici di Electrolux nelle sedi italiane del gruppo degli elettrodomestici. La cifra è stata fornita lunedì durante un incontro con i sindacati a Mestre. Fonti sindacali precisano che fra essi 200 sono gli impiegati. Nel dettaglio, gli operai che sarebbero ritenuti in eccesso rispetto ai nuovi fabbisogni industriali in Italia, dopo lo spostamento di linee produttive in Polonia e Ungheria, sono 140 nella sede di Susegana (Treviso), 46 a Porcia (Pordenone), 75 a Solaro (Milano). Un prossimo incontro con i rappresentanti della multinazionale svedese - hanno reso noto i sindacati - è previsto per metà novembre. Al termine della riunione con i rappresentanti di Electrolux, i sindacati hanno avviato un confronto interno, tuttora in corso, per stabilire le azioni da intraprendere nelle prossime ore.

“Non giustifico le decisioni di Electrolux ma prendo atto che le multinazionali ragionano così e che scelgono i territori più attrattivi". Lo ha detto il presidente di Unindustria Treviso, Alessandro Vardanega, commentando i nuovi esuberi dichiarati dalla multinazionale svedese. Vardanega ha parlato della tendenza nel Paese a "considerare il tema del lavoro come una malattia sulla quale intervenire solo quando si manifesta, ma senza curarsi di prevenirla". "Da anni - ha aggiunto - non c'è livello politico che, in tema di sviluppo economico, non parli di attrattività per gli investitori stranieri ma il costo del lavoro, dell'energia e della burocrazia non sono certo diminuiti". Dicendosi "molto preoccupato" per la possibile uscita dall'Italia di un gruppo imprenditoriale straniero come Electrolux", e per l'indebolimento "di un settore storicamente portante per il Veneto, come quello dell'elettrodomestico", Vardanega ha auspicato che si possa giungere rapidamente ad un tavolo con "governo nazionale, istituzioni locali, proprietà ed associazioni imprenditoriali e sindacali" in cui "ognuno possa portare il proprio contributo concreto sui possibili interventi volti a conservare gli asset produttivi di Electrolux in Italia".

Al termine del confronto con i rappresentanti di Electrolux e la conferma degli esuberi nelle fabbriche italiane i sindacati hanno deciso di indire un pacchetto di scioperi della durata complessiva di 16 ore, da effettuare entro il 20 novembre. La prima tranche sarà consumata domattina, per consentire lo svolgimento di assemblee della durata di tre ore in ciascuno dei quattro stabilimenti italiani del gruppo. I sindacati intendono rivolgere alle Prefetture una richiesta perché si facciano promotrici di un'istanza formale nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, affinché da Palazzo Chigi parta un invito al board europeo di Electrolux per un confronto diretto con le parti sociali in Italia.

E interviene sulla questione anche Raffaele Bonanni: "All'Electolux lo sciopero si fa perché è una situazione eccezionale, perché lì si rischia il posto di lavoro, si tratta di un'azienda storica a cui teniamo tanto. La Cisl storicamente è sempre stata a fianco di quella produzione da quando quell'azienda è nata, perché se c'è la produzione la gente lavora altrimenti no". Così il segretario generale della Cisl , a Padova per l'attivo dei delegati di Padova e di Rovigo. Il segretario ha poi aggiunto che di certo in quella vertenza "ci sono margini di trattativa".

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