Cronaca Centro / Piazza dei Signori

Tafferugli in Prefettura a Treviso, trenta portati in Questura

Agitazione venerdì mattina tra un gruppo di manifestanti, tra cui gli attivisti di Ztl, che hanno occupato l'accesso alla Prefettura. Cè stato lo sgombero

TREVISO Da una parte una sessantina di ragazzi e ragazze seduti all’ingresso della Prefettura. Dall’altra polizia e carabinieri. E poco più tardi, lo scontro. Sono una trentina le persone portate in Questura venerdì mattina dalle forze dell’ordine che hanno deciso di sgomberare l’accesso all’edificio in piazza dei Signori di fronte a una folla di persone incuriosite che si sono fermate a guardare.

L’intento del gruppo, del quale facevano parte anche diversi attivisti del collettivo Ztl Wake Up e dei centri sociali di altre province, era manifestare contro la gestione dell’accoglienza migranti che tanto ha fatto discutere in questi ultimi giorni a Quinto di Treviso. "Siamo tutti clandestini" hanno ripetuto più volte i ragazzi esibendo uno striscione che recitava la scritta "accoglienza degna". In particolare un messaggio era rivolto anche contro il prefetto Maria Augusta Marrosu che è stata invitata più volte dal gruppo nel corso della mattinata a dimettersi. Non sono mancati durante la mattinata i riferimenti anche al Questore di Treviso, sul posto per guidare i suoi uomini.

Subito dopo, sono arrivati i rinforzi e le forze dell’ordine hanno proceduto allo sgombero. “E’ questa la democrazia?” ripetevano gli attivisti. Ma la polizia e i carabinieri hanno allontanato chiunque si trovasse all’ingresso della prefettura, non senza momenti di vero e inevitabile scontro con i ragazzi che, come ha sottolineato il Questore Tommaso Cacciapaglia, “sono stati portati via perché opponevano resistenza”. Una trentina le persone portate sui furgoni della polizia e accompagnate in Questura. “Valuteremo che tipo di provvedimenti prendere e se ci sono le condizioni” ha specificato il Questore.  "Li hanno portati in Questura e stanno picchiando anche le ragazze con i manganelli, li stanno menando" continuavano a gridare gli attivisti. "E tutto questo perchè? Perchè pretendiamo la democrazia?", si è chiesta Gaia Righetto del collettivo Ztl. 

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