Scontri davanti alla Prefettura, cinque arresti e 28 denunce

Trentatrè le persone finite nei guai dopo la manifestazione e accusate a vario titolo di oltraggio, resistenza, ingiurie, manifestazione non autorizzata

Un'immagine degli scontri davanti alla prefettura

TREVISO Sono cinque le persone arrestate e 28 quelle denunciate per i tafferugli di venerdì mattina davanti alla Prefettura di Treviso. Al termine della giornata la polizia ha ritenuto di procedere nei confronti di 33 persone, valutata ogni singola situazione, con accuse a vario titolo di oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale, ingiurie, manifestazione non autorizzata e interruzione di pubblico servizio.

Tutto era cominciato a metà mattinata, quando un gruppo di manifestanti del collettivo Ztl Wake Up e, secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, dei centri sociali di altre province, si erano piazzati all’ingresso della prefettura in piazza dei Signori per protestare contro la gestione dell’accoglienza dei migranti. Una protesta pacifica, ma non autorizzata che ha portato le forze dell’ordine a procedere con lo sgombero.

Mentre la polizia e i carabinieri liberavano l’accesso, però, non sono mancati i momenti di tensione. Le forze dell’ordine hanno allontanato i ragazzi e le ragazze seduti all’ingresso non senza disordini e hanno portato via oltre una trentina di persone, delle quali 28 sono state denunciate e  5 poste ai domiciliari in attesa della convalida dell’arresto.

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Durante la manifestazione gli attivisti hanno più volte fatto riferimento al prefetto di Treviso Maria Augusta Marrosu chiedendone le dimissioni. A scatenare la protesta soprattutto il caso dell’accoglienza di un centinaio di migranti in due condomini di Quinto di Treviso. Qui i residenti, supportati dai militanti di Forza Nuova, avevano dato vita a una vera e propria rivolta arrivando a dare alle fiamme i mobili e di fatto “sequestrando” parte del cibo e degli arredi destinati ai profughi per portarli ai veneziani colpiti dal tornado in Riviera del Brenta. 

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