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Security Summit Treviso: molte le aziende del Triveneto nel mirino dei cybercriminali

Gli esperti Clusit: lavorare sulle competenze. Rappresentanti di istituzioni e aziende a confronto per rafforzare la cultura della sicurezza cyber anche nel Nord-Est

TREVISO Nei primi 26 giorni di maggio le aziende del Triveneto hanno subito 197.178 attacchi (dati della trevigiana Yarix): un numero che assume ancor più rilevanza se consideriamo il contesto economico in cui le organizzazioni sono state colpite e la tipologia delle stesse organizzazioni, per lo più aziende manifatturiere, banche, aziende ospedaliere. Significa colpire il tessuto produttivo e sociale di una regione che è fondamentale per l’economia dell’intero Paese. 

Da questa analisi e alla luce dei dati del Rapporto Clusit 2017 sulla "Sicurezza Informatica in Italia e nel mondo", presentato martedì mattina all’Auditorium Cassamarca, ha preso il via la tappa trevigiana di Security Summit, il convegno che si propone di analizzare lo stato dell’arte della sicurezza cyber e di delinearne in maniera indipendente le prospettive organizzato da CLUSIT, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica – e Astrea – agenzia di comunicazione e marketing – in collaborazione con UNIS&F, la società di servizi e formazione delle Unioni degli Industriali delle province di Treviso e Pordenone.

Nel corso della tavola rotonda di apertura del convegno, moderata da Alessio Pennasilico, tra gli autori del Rapporto Clusit, si è sviluppato un costruttivo dibattito in cui il panel composto da Sabrina Carraro, Presidente UNIS&F e Vice Presidente Unindustria Treviso, Alberto Mercurio, UNIS&F, Alberto Fedalto, Presidente ClubBIT di Unindustria Treviso, Raul Ongaro, Direzione ICT e Agenda Digitale della Regione del Veneto, Marco Sortino, Università degli Studi di Udine e Mirko Gatto, VAR Group si è confrontato sulla necessità di un’evoluzione rapida delle aziende del territorio veneto, dove proprio per la tipologia e la concentrazione delle stesse aziende, l’impatto di attacchi cyber può avere effetti devastanti per il sistema economico nazionale.

La protezione degli asset aziendali, come know how e brevetti, risulta quindi fondamentale sul territorio. Lo scenario delineato da VAR Group mostra una accresciuta vulnerabilità delle aziende venete a seguito della delocalizzazione nel Far East dell’ultimo decennio, che ha coinciso spesso con l’ampliamento del rischio di potenziali intrusioni informatiche nei sistemi, facilitate dal fatto che le reti aziendali sono collegate con i branch office presenti in paesi molto aggressivi dal punto di vista della criminalità informatica. “La vulnerabilità dei sistemi informativi è sotto gli occhi di tutti, i numeri dei più recenti attacchi, da Wannacry ad Anti Public, lo confermano. Quel che spesso si fatica a vedere è la complementarità delle competenze come antidoto ai cybercriminali e via di salvezza per le aziende”, osserva Alessio Pennasilico. E la strada sembra essere segnata: secondo UNIS&F la formazione su cui le aziende venete stanno investendo è un segnale importante: “L’Office Automation (l’insieme delle soluzioni hardware e software per digitalizzare, gestire e conservare le informazioni relative all’attività aziendale) rimane oggi al primo posto tra le priorità nella formazione delle aziende venete”, afferma Alberto Mercurio, UNIS&F.

Minore è invece ancora l’attenzione alle competenze in materia di Industria 4.0 e Internet of Things, più specificatamente correlati con la sicurezza dei sistemi, delle reti e delle informazioni aziendali, a cui i decisori aziendali non prestano ancora la sufficiente attenzione. Tutti concordano sulla necessità di una rapida evoluzione per le imprese del Triveneto: “E’ arrivato il momento di non parlare più di IT manager all’interno delle organizzazioni. Sono necessarie figure competenti che, avendo accesso a tutte le informazioni aziendali, siano in grado di avere una visione a 360 gradi sulla realtà aziendale, con l’unico obiettivo di aiutare la direzione a prendere le decisioni corrette”,  sintetizza Alessio Pennasilico. “La cyber sicurezza è un tema che deve entrare, e rapidamente, nei consigli di amministrazione delle aziende”, conclude Pennasilico. Dopo Milano e Treviso, Security Summit prosegue con un’ideale linea di continuità a Roma (7 e 8 giugno) e a Verona (4 ottobre), in un quadro complessivo che si arricchisce con i contributi di diverse realtà del territorio italiano.

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