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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Lavora due settimane, risarcita per mezzo milione di euro

Un'impiegata trevigiana ha vinto la sua battaglia legale con il datore di lavoro, dopo dieci anni. L'aveva licenziata dopo 15 giorni di prova senza inviarle la raccomandata, come da legge

TREVISO - Licenziata dopo appena quindici giorni di lavoro, a dieci anni di distanza riceve un maxi risarcimento. La vicenda di una segretaria trevigiana e del medico che l'aveva assunta è riportata dalla Tribuna di Treviso.

Nel 2004 la donna, una barista, si era presentata da un medico per un colloquio. Del lavoro di segreteria non sapeva granché ma il professionista aveva deciso di darle una possibilità, prendendola in prova. Dopo 15 giorni, però, il medico aveva deciso di troncare il rapporto di lavoro, licenziando l'impiegata improvvisata.

I due, però, non si erano lasciati in buoni rapporti, anzi. Il medico aveva cambiato le serrature dell'ambulatorio il giorno seguente e dopo qualche giorno si è visto recapitare una lettera della Cgil. La segretaria aveva disseppellito l'ascia di guerra.

Nella lettera il sindacato contestava al professionista le modalità del licenziamento, che era avvenuto senza preavviso e senza invio di raccomandata con ricevuta di ritorno, come previsto dalla legge.

La battaglia legale è durata circa sette anni e si è conclusa con la condanna del medico: secondo il giudice del tribunale del Lavoro, non essendo stata licenziata, la segretaria aveva diritto al pagamento delle mensilità dal 2004 al 2012, anno in cui si è conclusa la causa. I guai del professionista, però, non sono finiti qui.

A distanza di anni si sono fatti avanti anche Inps e Inail, chiedendo rispettivamente 95 mila e 25 mila euro. Alla fine, le due settimane di lavoro della segretaria sono costati al medico oltre mezzo milione di euro.

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