Siccità in Veneto: Falde ai minimi storici degli ultimi 20 anni

Tavolo tecnico in Regione con Coldiretti: "gestione parsimoniosa da parte dei gestori dei bacini idroelettrici al fine di regolare la disponibilità della risorsa"

TREVISO L’assenza di precipitazioni, soprattutto in montagna, ha determinato in Veneto una situazione di grave criticità in termini di siccità che, per quanto riguarda le falde, sta superando in negativo ogni record storico relativamente agli ultimi 20 anni. Ma le conseguenze si vedono anche su corsi d’acqua piccoli e grandi. Analizzando il periodo ottobre-marzo, c’è un deficit di 170 millimetri di precipitazioni, a fronte dei 350 millimetri attesi, che difficilmente potrà essere recuperato, in considerazione del fatto che non c’è neve da sciogliere in montagna. Il quadro della situazione è stato tracciato, con l’apporto dell’ARPAV, nel corso di un incontro per l’emergenza convocato stamattina in Regione dall’assessore alla protezione civile Gianpaolo Bottacin d’intesa con l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, per individuare possibili soluzioni nel breve e medio periodo sia per l’approvvigionamento idrico, sia per l’uso irriguo.

Dopo mesi di siccità che ha colpito il nord Italia – ha sottolineato Pan – la situazione si prospetta molto preoccupante per il mondo agricolo, che si trova in sofferenza in un momento delicato come quello della semina. Vanno quindi trovate soluzioni per garantire la disponibilità d’acqua in base a precise priorità. Per quanto riguarda il mondo agricolo, bisognerà capire anche come comportarsi in tema di assicurazioni.Anche l’assessore Bottacin, dopo aver rimarcato che non piove da molto tempo e in montagna non è nevicato, ha detto che c’è da aspettarsi che la situazione non cambi nei prossimi giorni. Bisogna fare i conti con la poca acqua che c'è e gestirla nel miglior modo possibile. Lo stiamo già facendo – ha aggiunto - attenendoci alla legge, la 152 del 2006, che dice come in caso di carenza idrica vada salvaguardato prima l'impiego idropotabile poi quello agricolo. Stiamo lavorando per venire in aiuto degli acquedotti che sono già in difficoltà. I grandi serbatoi idroelettrici vanno sfruttati al minimo e andrà “turbinata” solo l’acqua assolutamente necessaria per l’agricoltura. In linea generale, anche se si registrassero precipitazioni, non potrebbero comunque risolvere il problema a breve. Serve quindi la pianificazione più pragmatica e scientifica possibile rispetto alle diponibilità”.

Sul piano operativo, dopo che i partecipanti all’incontro hanno convenuto sull’esigenza che ognuno faccia la sua parte, è stato deciso che con delibera regionale verranno adottate le proposte in merito all’emergenza idrica formulate dall’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto Idrografico delle Alpi orientali. Queste prevedono l’attivazione di un tavolo di confronto con le Province autonome di Trento e Bolzano per la gestione della risorsa idrica sul fiume Adige, che rappresenta attualmente il punto più critico del sistema sia come portata, sia per la risalita del cuneo salino alla foce; campagne di sensibilizzazione sull’uso dell’acqua, soprattutto nei confronti degli operatori agricoli; misure di contingentamento dei prelievi irrigui in base alle effettive e diversificate necessità bacino per bacino che verranno individuate d’intesa con Consorzi di bonifica veneti; l’indicazione ai gestori dei serbatori idroelettrici di trattenere i volumi corrispondenti alla riduzione delle competenze agricole. La situazione resta in ogni caso costantemente monitorata.

Sul tema siccità interviene anche  Walter Feltrin, presidente di Coldiretti Treviso. “Soddisfazione per gli esiti della riunione in Regione per affrontare la crisi siccità in Veneto – afferma Walter Feltrin, presidente di Coldiretti Treviso – E’ passata la linea di Coldiretti Veneto per una gestione parsimoniosa da parte dei gestori dei bacini idroelettrici al fine di regolare la disponibilità della risorsa”. La preoccupazione per l’allarme siccità percorre anche la campagna della Marca  e in vista del tavolo tecnico convocato dalla Regione, Coldiretti Treviso  ha steso una mappa della situazione definendo le criticità dal moglianese al vittoriese, dall’asolano all’opitergino mottense.

“Nonostante il pronto intervento delle adduzioni irrigue dei consorzi di bonifica – aggiunge Feltrin – gli agricoltori sono già in allarme a causa della prolungata mancanza di pioggia e l’assenza di perturbazioni nelle previsioni immediate”. Nella castellana le ultime semine di mais hanno bisogno di un soccorso irriguo per favorire la germinazione. Intanto anche nei vivai si patisce il periodo siccitoso. I vivaisti trevigiani stanno tamponando la situazione con irrigazioni anticipate rispetto allo scorso anno con il problema delle minori portate e quindi bassa pressione. Nel vittoriose le semine sono ferme ed i vigneti giovani rischiano di dare i primi segnali di sofferenza, mentre per gli altri non si registrano problemi. I frutteti nell’asolano sono già irrigati proprio per prevenire alcun problema e così vale per le orticole nella bassa trevigiana. Massima cura e attenzione per gli asparagi che stanno entrando con qualche settimana di anticipo nel pieno della stagione.  Vista la nostra mappa siamo in un situazione in cui stiamo tamponando le varie criticità proprio per non riscontrare alcun problema qualitativo alle nostre eccellenze – conclude Antonio Maria Ciri, direttore di Coldiretti Treviso – per questo però bisogna garantire una gestione oculata della risorsa idrica garantendo una priorità per il consumo umano e l’uso agricolo”.

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