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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca Silea

Truffa ai danni di Lorenzo Bernardi, l'accusa chiede una condanna a due anni di reclusione

Daniele Grespan, 64enne di Silea, è accusato di aver sottratto all'ex giocatore della Sisley 130 mila euro. Il legale di "Mister Secolo", Fabio Crea, ha chiesto che venga accordata una provisionale di 100 mila euro

«Sono stato truffato, questa è la ragione per cui non ho potuto pagare Lorenzo Bernardi». Così si era difeso Daniele Grespan, 64enne trevigiano residente a Silea, a un tiro di schioppo da casa del "Lollo" nazionale, eroe del volley patrio. Del campionissimo ex stella della Sisley Treviso, squadra con cui ha vinto praticamente tutto, era “buon conoscente” in quanto compagno nella vita di una persona di famiglia. Cosa che non gli ha impedito di far "precipitare" nelle sue tasche 130mila euro, provenienti  dal conto di “Mister Secolo”, più altri 250mila sfilati ad un altra conoscente della famiglia di Lollo. Tutto è sfociato in una denuncia, approdata in un processo per truffa. Oggi, 23 marzo, è arrivata la richiesta dell'accusa: 2 anni di reclusione e mille euro di multa per quello che sarebbe stato un colossale raggiro orchestrato non sono ai danni di Bernardi e di una sua conoscente, ma anche del progettista del Put di Treviso, l’architetto Michele Rizzon, contattato dal 64enne per promuovere nel mercato iniziative immobiliari in qualità di progettista, assolutamente non a conoscenza della situazione a carico dello stesso.

«Non credo di essere stato un ingenuo - spiega lo stesso Bernardi - aveva ottime referenze o così faceva credere. Invece si trattava solo di un millantatore». Era l'estate del 2015 quando Grespan, che diceva di essere in possesso di un patrimonio di almeno 5 milioni, decide di “confidarsi” con l'ex pallavolista. L'uomo, secondo le accuse, avrebbe asserito di avere le possibilità di accedere, tramite ottimi contatti con una banca londinese, ad un fondo di investimento esclusivo. In tutto 4 milioni e mezzo riservati ad un clientela di vip selezionata dall’istituto di credito. Meccanismo che offriva un tasso di interesse da non credere: tra 25 e 27% per soli 4 mesi, il tutto garantito dalla banca. Nella trappola finiscono Bernardi e una sua conoscente, anche questa una persona di famiglia. Che consegnano al presunto faccendiere 130mila euro uno e 250mila euro l’altra. Come tutti i promotori che si rispettano Grespan avrebbe a sua volta dato due assegni, tratti sul proprio conto bancario, come garanzia, uno di pari valore rispetto all’importo dell’investimento e uno invece maggiorato degli interessi promessi.

Ma giunto a scadenza della resa dell’investimento non c’è traccia e neppure del capitale che era stato inizialmente versato. «Diceva - spiega Bernardi - di essere in ritardo, che i soldi sarebbero arrivati presto, che doveva recarsi qui e là, in giro per il mondo, per sbloccare il denaro ma che tutto sarebbe andato bene. Mi disse, in un momento molto delicato per me in quanto stavo valutando un addio definitivo al mondo del volley, in cui operavo come allenatore, che mi avrebbe cambiato la vita. In un certo senso lo ha fatto». 

Inutile dire che i due assegni dati a garanzia dell’investimento siano risultati alla fine scoperti. «E per il fatto di aver tentato l’incasso di uno di quei titoli - dice Lollo - mi sono beccato anche due denunce, una per usura e una per appropriazione indebita, che comunque sono subito state archiviate».

Bernardi, assistito dall’avvocato Fabio Crea ha quindi presentato la querela. «Non se l’aspettava - spiega - visto la natura dei rapporti tra me e lui pensava che tutto sarebbe finito a tarallucci e vino ma è una persona che si approfitta degli altri ed è arrivato il momento di dire tutto perché le persone che sono rimaste nella sua rete vengano fuori». In favore dell'ex giocatore della Sisley il legale ha anche chiesto un provisionale di 100 mila euro.

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