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Cronaca Silea

Colpo in A27, iniziato il processo ai basisti del gruppo di fuoco

A sei anni di distanza dalla "spettacolare" rapina ai danni di un blindato della Civis che stava percorrendo la A27 a Silea, è cominciato il procedimento a carico di tre persone (le altre dieci sono rimasti ignote) che il 18 ottobre del 2016 assaltarono un furgone della Civis, fuggendo con circa 250 mila euro

A sei anni di distanza da quel 18 ottobre del 2016, quando tredici banditi, tutti armati e mascherati, realizzarono il colpo, fruttato circa 250 mila euro, ad un furgone portavavalori della Civis in A27, all'altezza di Silea, è iniziato oggi, 29 settembre, il processo ai tre malviventi ritenuti i basisiti del gruppo criminale. Sul banco degli accusati ci sono Giuseppe Stefanelli, 37 anni di Stornara (Foggia), arrestato assieme ad altre sette persone nell'agosto 2017 per un assalto fotocopia sull'A12 nei pressi di Pisa, Angelo Finiguerra, 48 anni di Lavello (Potenza) e Michele Sassano, 51 anni di Civitanova Marche.

Secondo le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Francesca Torri, furono loro ad occuparsi della logistica del colpo da film avvenuto sulla carreggiata in direzione di Belluno, tra i caselli di Treviso nord e Treviso sud, trasportando dal sud Italia fino ad un capannone di Silea, affittato per l'occasione, le auto rubate, le armi e tutti gli strumenti usati nell'assalto al furgone, compreso il flessibile utilizzato per fare breccia sul tettuccio del blindato. I tre sono indagati, con gli altri dieci di cui non si è però mai saputo nulla, per reati che vanno dalla  rapina alla detenzione illegale di armi, dalla ricettazione di quattro auto ed un furgone rubati e usati durante il clamoroso colpo alle lesioni personali per aver ferito di striscio con un colpo d'arma da fuoco la guardia giurata Boris Colla, capomacchina del blindato preso d'assalto.

Stefanelli si sarebbe occupato  del trasferimento in Veneto dei mezzi rubati usati durante la rapina e del ritorno, la sera stessa della rapina,  in meridione. Sassano e Finiguerra, invece, si avrebbero pensato alla base logistica per i complici in trasferta in Veneto, prendendo in affitto un capannone a Silea dove nascondere l'autoarticolato contenente le auto rubate, le armi e i complici. Le indagini, affidate condotte dagli  uomini della squadra mobile di Treviso, si erano basate su intercettazioni telefoniche e sull'analisi dei filmati delle telecamere installate in una ditta di via Treviso a Silea, vicino alla quale sorgeva il capannone affittato dal commando, in autostrada A27 e nella farmacia Internazionale di Silea.

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