Freddo e impassibile, Padovan resta in silenzio davanti al giudice

Resta in carcere il 91enne che domenica scorsa ha sparato e ucciso il genero, Paolo Tamai, imprenditore 63enne. La moglie della vittima sarà sentita nei prossimi giorni dagli inquirenti

A sinistra la vittima, Paolo Tamai, a destra l'accusato del delitto, Giovanni Padovan

Resta in carcere Giovanni Padovan, il 91enne che domenica mattina a Silea  ha ucciso con un fucilata in pieno volto il genero Paolo Tamai, imprenditore 63enne. Questa la decisione del gip Angelo Mascolo al termine dell'udienza di convalida dell'arresto dell'anziano, accusato di omicidio con l'aggravante dei motivi futili e abbietti.

Assistito dall'avvocato Michele Visentin, Padovan, recluso nel padiglione sanitario del carcere, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice. Senza la sua versione e non essendoci altri testimoni oculari di quanto accaduto intorno alle 9,30 di domenica mattina in via Nerbon resta ancora tutta da chiarire la dinamica dei fatti, anche se qualche indicazione tratta dalle dichiarazioni dei vicini lascerebbe pensare che il 91enne e Tamai abbiano discusso a voce alta dai rispettivi giardini delle due abitazioni, che sono confinanti; poi Padovan sarebbe rientrato in casa uscendo con il suo fucile da caccia sotto braccio e avrebbe fatto fuoco, freddando il genero.

Il difensore ha precisato che nelle prossime ore verrà valutata la richiesta di una perizia psichiatrica sull'uomo. «E' una persona che non si è ancora resa del tutto conto di quello che è successo - ha spiegato l'avvocato Michieli - e che tuttora si trova in evidente stato di choc». Questa mattina, martedì, il sostituto procuratore Davide Romanelli, il magistrato che sta coordinando le indagini, ha dato incarico al medico patologo Alberto Furlanetto per l'autopsia, che sarà effettuata domani nella prima mattinata.Nel frattempo sono migliorate le condizioni di Anna, la moglie di Paolo Tamai che, dopo l'accaduto, era stata ricoverata in ospedale a Treviso per un grave stato di choc. La donna, che ha partecipato insieme alle figlie al conferimento dell'incarico per l'autopsia, verrà sentita nelle prossime ore dagli investigatori.

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