Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Nel computer immagini e video pedopornografiche, 46enne nei guai

L'uomo, residente a Silea, era stato denunciato nel 2017 da una coppia che lo indicava come l'uomo che avrebbe cercato di insidiare la figlia piccola, accusa poi caduta

Un uomo di Silea è a processo per detenzione di immagini pedopornografiche

Si era subdolamente introdotto in casa loro e, con la scusa di portare due regali alle figlie piccole della coppia, avrebbe cercato di molestare la più piccola delle due, di soli 8 anni. Denunciato e sottoposto a perquisizione, nel suo computer e nel telefono sono stati ritrovati decine e decine di scatti probiti, immagini scaricate in rete che ritraevano minori in atti sessuali con adulti. L'uomo, un 45enne di Silea, è finito a processo (difeso dall'avvocato Fabrizio Santoro) con l'accusa di detenzione di materiale pedopornografico. La parte della querela relativa ai presunti tentativi avvenuti ai danni della bambina è invece caduta: il pubblico ministero non ha ritenuto sufficientemente credibile la versione della piccola.

La storia è accaduta a Silea nel 2017, quando il 45enne conosce una barista del posto. Dopo qualche chiacchierata avrebbe chiesto alla donna se avesse avuto figli piccoli. Alla risposta affermativa l'uomo avrebbe insistito per andare a trovarla a casa per dare alle figlie un piccolo presente. Si sarebbe quindi presentato in casa alla presenza del marito: consegnati i pacchi e approfittando del fatto che il padrone di casa si era assentato un attimo dalla stanza dove era in compagnia delle bimbe, avrebbe convinto la più piccola a coricarsi su un divano e avrebbe cominciato a toccarla. Nel corso delle indagini scaturite da quei fatti all'uomo sono stati sequestrati un hard disk del computer, una chiavetta usb e il telefono cellulare. Al loro interno gli inquirenti hanno ritrovato parecchie decine di immagini e video che ritraggono dei bambini mentre subiscono le attenzioni sessuali di adulti. La parte della denuncia relativa alle attenzioni che avrebbe rivolto alla ragazzina di 8 anni sono state però archiviate dal gip su richiesta della Procura, non essendoci un riscontro certo e risultando che la bambina non sarebbe stata del tutto credibile.

In un altro caso, questa volta avvenuto a Montebelluna sempre nello stesso anno, un 50enne del posto è finito nei guai (a processo è difeso dall'avvocato Luca Dorella) ancora una volta per delle immagini pedopornografiche ritrovate nel suo computer. L'uomo aveva subito una perquisizione nell'ambito di una attività di indagine tesa a stroncare un traffico di droga; gli era stato anche sequestrato il computer, all'interno del quale vi erano foto, anche queste scaricate dalla rete, di contenuto inequivocabile. L'uomo, a giudizio per detenzione di materiale pedopornografico, si difende: «Io ho scaricato un film da un sito di condivisione di file - ha detto - quelle immagini sono finite nel mio computer automaticamente, non sono io ad averle cercate». La difesa dell'uomo si è riservata di fare eseguire una perizia sul computer per determinare la natura dello scarico.       ?

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