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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca San Vendemiano

Sit-in di protesta contro Zaia non autorizzato: sette denunciati

Primi provvedimenti nei confronti dei protagonisti della manifestazione di San Vendemiano del 18 dicembre scorso. Nei guai anche il giovane autore del video in cui si indicava il domicilio del governatore del Veneto

Sette persone, tutte vicine ad ambienti venetisti, sono state denunciate alla Procura di Treviso dopo il sit-in spontaneo che si è svolto venerdì scorso, 18 dicembre, di fronte alla residenza del presidente Zaia, a San Vendemiano. I manifestanti identificati e sanzionati sono L.S., 51enne di Mareno di Piave, G.A., 68enne di San Vendemiano, S.V., 61enne di San Fior, M.D.A., 53enne di San Vendemiano, D.B., 58enne di Conegliano, C.Z., 63enne di Colle Umberto e D.M., 70enne vittoriese.

Nel corso della manifestazione, assolutamente pacifica, i venetisti hanno esposto uno striscione di protesta (“Fai gli interessi dei veneti o il servo dello stato italiano. Stai contribuendo alla distruzione della nostra economia veneta”) contro le misure restrittive anti-Covid prese da Zaia prima del varo dell'ultimo Dpcm di Natale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Conegliano e del reparto operativo di Treviso oltre agli agenti della Digos della Questura di Treviso. Per tutti i partecipanti all'incontro è scattata una segnalazione per omesso preavviso di riunione in luogo pubblico. Se la caveranno molto probabilmente con una multa salata.

Qualche giorno fa il presidente Zaia, accompagnato dall'avvocato Botteon, si è personalmente recato presso gli uffici della Digos della Questura di Venezia per denunciare il giovane autore di un video, rimbalzato per alcuni giorni sui social, in cui era indicato e veniva immortalato il cancello dell'abitazione del governatore, a San Vendemiano. Il breve filmato, prodotto lo scorso 14 dicembre, accompagnato dalla colonna sonora de “Il Padrino” terminava con questo inquietante messaggio: «Per Natale, portate un caloroso saluto al vostro pastore Luca Zaia». Il responsabile potrebbe dover rispondere  dei reati di minacce e istigazione alle molestie; non rischia il carcere ma certamente una multa molto salata.

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